SuperFrosinone, la forza del gruppo

La testa, le gambe e il cuore. Sono i tre ingredienti che hanno regalato al Frosinone tre vittorie consecutive in campionato e il primo posto solitario in serie B: la testa dell’allenatore Francesco Moriero, capace di consegnare una mentalità vincente a chi entra i campo ma anche a chi va in tribuna; le gambe che girano a mille di un manipolo di ragazzi di belle speranze e di qualche elemento più esperto; il cuore di una città e di una tifoseria in visibilio, che un po’ sogna la serie A ma che soprattutto si culla una squadra al quarto tranquillo campionato di serie B, alla faccia di chi pensava solo a una meteora.
Questo, poi, sulla carta doveva essere un campionato ancor più difficile: via i pezzi da novanta come Eder e Dedic per far quadrare i bilanci, sulla panchina un incognita come Checco Moriero, esordiente in serie B; l’ossatura della squadra affidata a Basso-Basha-Calil, trio delle meraviglie ma finora solo in serie C. E invece eccoli qui i canarini, a guardare tutti dall’alto in basso della classifica. «Certo che sarei felice di andare in serie A, ci mancherebbe altro. Questo primo posto forse arriva un po’ inaspettato, però ce lo vogliamo godere», dichiara il presidente Maurizio Stirpe, 50 anni, presidente di Confindustria Lazio, che ha impostato una società di calcio su criteri aziendali, senza lasciare nulla al caso.
Dal canto suo, Moriero ha una spiegazione semplice ma non semplicistica del miracolo: «Lavoriamo tutta la settimana intensamente e il lavoro paga sempre. Scendiamo sempre in campo per vincere, senza badare al blasone degli avversari, perché si gioca sempre 11 contro 11, mai contro un nome. Metto tutti allo stesso piano, chi gioca e chi va in tribuna. Gli individualisti con me non fanno strada, a parte un po’ di fantasia negli ultimi venti metri». Quella fantasia che domenica scorsa a Lecce ha portato Caetano Calil a segnare due gol da antologia: brasiliano di 25 anni, appena due apparizioni nel Siena in serie A e poi tanta serie C a Crotone: «Posso recuperare il terreno perduto, in Italia non sono stato ancora valorizzato - dice il paulista che giocava con Kakà -. Frosinone è la mia grande occasione, il gruppo è fantastico, la società è organizzata e i tifosi ti danno sempre la carica giusta».
Sabato prossimo contro il Padova al Matusa c’è da scommettere sul tutto esaurito dei 10mila posti. «Verranno momenti meno esaltanti – getta acqua sul fuoco Moriero - ma dobbiamo essere preparati anche a quelli». Parola di un allenatore che per ora può permettersi il lusso di mandare in panchina l’under 21 Bolzoni, pupillo di Casiraghi, o i nazionali austriaci Elsneg e Gucher. E poi ritrovarli a festeggiare in mezzo al campo dopo l’ennesima vittoria: questo gruppo è la forza del Frosinone. Ma se volete, chiamatelo pure miracolo.