Tania senza unghie perde il bronzo Idea di Rosolino: «Tutti in clausura» Le sincronette si lamentano: «Posti già assegnati dalle giurie» Ma la Cagnotto ai tifosi: «Non fischiate i giudici, ci rimettiamo»

RomaUn’Italia in crescita, ma ancora ferma ai piedi del podio. E se il nuotatore Rosolino annuncia: «Basta chiacchiere, ora andiamo in clausura», bruciano i due quarti posti dei Marconi e della Cagnotto, ma che comunque segnano un passo avanti importante dei nostri tuffatori nei Mondiali. Esalta il sesto posto delle sincronette, soddisfatte ma in parte deluse dal comportamento delle giurie. L’esercizio delle azzurre, accompagnate dalle note gitane dell’Unza Unza Time di Emil Kusturica, fanno impazzire il pubblico del Foro Italico e conquistano anche i giudici per l’esecuzione. Meglio del Giappone e degli Usa, dirà il punteggio singolo. La media finale però vedrà solo le americane dietro all’Italia.
Una prima volta assoluta, che in altri tempi avrebbe saziato la fame delle nostre sirene, ma che oggi legittimamente non basta più. «Le giurie ci fanno crescere pezzetto per pezzetto – il civile campanello d’allarme lanciato dal ct Laura De Renzis -. Abbiamo battuto il Giappone in esecuzione, loro che tecnicamente sono perfette, quindi è un bel risultato, ma poi nell’impressione generale ci hanno superato. Non si spiega. Come se dovessero per forza starci davanti... Non dico di arrivare a battere le tre grandi potenze (Russia, Spagna e Cina, tutte sul podio a Roma ndr), ma non voglio credere che in ogni caso debba contare il nome e la tradizione...». Insomma, un sesto posto (eguagliato il piazzamento del mondiale di Fukuoka 2001) che rischia di stare stretto. E le sincronette promettono battaglia nel libero combinato. Dove le chance di medaglia aumentano vertiginosamente. «Russia e Usa non ci saranno, le nostre quotazioni crescono», sottolinea la De Renzis, rinviando all’appuntamento di domani e dopodomani. E annuncia un grande esercizio con la musica de Il Padrino.
Cinquanta metri più in là, nell’impianto dei tuffi, si respira lo stesso rammarico. Tania Cagnotto ha appena mancato il bronzo nella gara del trampolino da un metro, una sorta di allenamento per i «3 metri» che oggi dovrebbero vederla protagonista. Poco più di sette punti dividono la bolzanina dalla cinese Han Wang, che dopo i tuffi preliminari era dietro. Ma stavolta le giurie non c’entrano. Nella grande famiglia dei tuffi, si è “nemici” solo nella gara. Lo dimostra l’abbraccio che Tania riserva a Julia Pakhalina appena laureatasi campionessa mondiale, quello che la russa darà a Giorgio Cagnotto con un affettuoso «thank you, papà», ma anche la tiratina d’orecchi che lo stesso Cagnotto riserva a quei tifosi che dalle tribune fischiano i cinesi («Mi sarebbe piaciuto che applaudissero anche loro oltre che noi, loro sono fortissimi, il gesto atletico va sempre apprezzato») o sono in chiaro disaccordo con un punteggio attribuito alla figlia dai giudici. Che per di più assegnano l’unico dieci della giornata proprio alla nostra punta di diamante. Il podio fallito è tutto nel tuffo di apertura della finale. E lo ammette la stessa Tania, senza giri di parole. «Non ho iniziato come nell’eliminatoria e ho pagato. Ero agitata e il primo tuffo ne ha risentito. Il trampolino da un metro non era la mia disciplina e alla vigilia avrei preso bene questo risultato. Ma vedere che a pochi punti c’era la Wang con il bronzo fa un po’ rabbia. Peccato, ho pensato di poterla riprendere, ma ho tirato fuori le unghie negli ultimi tuffi. Il 10? È l’unica consolazione e quanto alle giurie non vanno fischiate, altrimenti ci rimettiamo noi...».
Un appello ben diverso da quello lanciato dalla De Renzis. Tutta in salita la gara della bolzanina: subito sesta, con la pluricampionessa olimpica Pakhalina e le cinesi che mettono il cappello sui primi tre posti e non lo molleranno fino alla fine, poi addirittura ottava fino ai due tuffi conclusivi praticamente perfetti. «All’inizio non ha avuto il ghigno assassino, ma nel finale è stata grande – dice Cagnotto senior -. Nell’ultimo doppio e mezzo rovesciato si è addirittura superata, ciò fa ben sperare per la gara dei 3 metri». Dove non ci sarà (meno male) proprio la Pakhalina e nella quale da oggi Tania vuole difendere, anzi punta a migliorare il bronzo di Montreal 2005 e Melbourne 2007. Magari senza distrazioni e, perché no, con l’aiuto delle giurie...

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