Dopo 14 anni risolto un enigma di Internet grazie a una foto e due indizi in giapponese

Risolto dopo 14 anni uno dei misteri di Internet: gli appassionati di Perplex City hanno trovato l'uomo sconosciuto immortalato su una delle carte collezionabili del gioco

È possibile rintracciare una persona sconosciuta grazie a una foto e a un paio di indizi in giapponese? La risposta è sì. O meglio, sì se si tratta di un gioco di realtà alternativa su Internet in grado di mobilitare un grande numero di persone.

Come successo con Perplex City, lanciato nel 2006 dalla società britannica Mind Candy. Nonostante la fine ufficiale del gioco e la chiusura del sito di riferimento nel 2008, gli appassionati di tutto il mondo hanno proseguito le ricerche legate a uno degli ultimi enigmi rimasti irrisolti. E, dopo 14 anni, sono riusciti a trovare la soluzione. Il rompicapo ruotava attorno alla foto di uomo giapponese che compariva su una delle 256 carte da gioco collezionabili pubblicate. Una specie di selfie, con alle spalle un fiume e le case di un borgo dell’Alsazia, accompagnata da due frasi in giapponese, “trovami” e “il mio nome è Satoshi”.

Come funzionava Perplex City



Nei giochi di realtà alternativa (ARG, Alternate Reality Game), Internet e mondo reale si intrecciano: i giocatori ricavano le informazioni utili (indirizzi email, numeri di telefono, siti e blog legati al gioco) per fare progressi da una serie di prodotti commerciali. Nel caso di Perplex City, si trattava del mazzo di carte. La maggior parte di esse conteneva un indizio, con diversi gradi di difficoltà, per trovare un oggetto, il Receda Cube. Nella storia del gioco, un personaggio chiamato Violet Kiteway lo aveva rubato dall’Academy Museum di Perplex City e poi seppellito in luogo sconosciuto dopo essersi “teletrasportato” nel mondo reale. Il gioco, che metteva in palio per il vincitore ben 100.000 sterline, si è concluso nel 2007 con la scoperta del Receda Cube in un bosco vicino a Corby, cittadina nel cuore dell’Inghilterra.

L'enigma della carta 256

Lo scorcio di Kaysersberg che si intravede alle spalle di Sanoshi nella foto


Solo gli enigmi contenuti in tre carte rimasero irrisolti, tutti del massimo grado di difficoltà. Tra questi, il mistero di Satoshi, l’uomo raffigurato nella numero 256. Benché irrilevante per la missione del gioco, molti appassionati non hanno mollato, proseguendo le ricerche. In questi 14 anni sono nati perfino dei siti per condividere le informazioni. In poco tempo si scoprì che la foto era stata scattata nella paesino francese di Kaysersberg, nell’Alsazia. Ma dopo numerosi falsi avvistamenti e piste sbagliate, la community aveva perso le speranze. Di fronte a questi inaspettati sforzi e allo sconforto, anche gli sviluppatori di Mind Candy decisero di dare delle informazioni aggiuntive: Satoshi sapeva di far parte del gioco ed era in attesa che qualcuno lo contattasse, chiedendogli lumi sull’indizio per Perplex City.

La svolta

La foto di gruppo grazie alla quale è stato individuato Sanoshi


Tra tutti gli appassionati che non hanno ceduto, la texana Laura Hall, fondatrice del sito FindSatoshi, è forse quella che ha speso più energie nelle ricerche. E alla fine è stata premiata. Dopo essersi addirittura recata di persona a Kaysersberg, parlò dell’enigma in un podcast e in un video YouTube su un canale molto seguito. Proprio grazie al video, è stata recentemente contattata da un ragazzo tedesco, Tom-Lucas Säger. Quest’ultimo, usando un software per il riconoscimento facciale che stava sperimentando per lavoro, è riuscito a “leggere” il viso di Satoshi sulla carta da gioco e a individuare online una foto che ritraeva una persona molto simile.

Lo scatto, una foto di gruppo che ritraeva il presunto Satoshi mentre solleva un boccale di birra, era stato pubblicato nel 2018 sul sito di una società giapponese. Ed era stato realizzato durante una gita aziendale proprio in una cittadina tra Francia e Germania. È bastata una ricerca sul sito dell’azienda per avere la conferma che quello era proprio l’uomo della carta 256: Satoshi Shimojima, dirigente della Tsukada Riken Industry.

La risposta di Satoshi

Dopo la scoperta, Säger ha contattato Hall, la quale a sua volta ha scritto un’email a Satoshi per risolvere una volta per tutte il rompicapo. Che però il dirigente giapponese, convinto a prestare il suo volto al gioco da un amico che collaborava con Mind Candy, non si ricordava più. Come ha ammesso candidamente nella risposta data a Hall: “Mi ero totalmente dimenticato di questo gioco di carte e non avevo mai immaginato che qualcuno mi stesse ancora cercando. Credo che avrei dovuto riferire un messaggio nel caso una persona mi avesse trovato ma… dannazione! Sono passati più di dieci anni e l’ho dimenticato. Mi dispiace molto”.

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