AirTag, tra funzioni e design: ma la privacy?

AirTag è il nuovo dispositivo di localizzazione presentato da Apple, per trovare piccoli oggetti come chiavi o device di elettronici: cosa è, come funziona e in che modo protegge la privacy

AirTag, tra funzioni e design: ma la privacy?

Con l'annuncio di AirTag, ha fatto il suo esordio nel catalogo Apple un accessorio del tutto inedito: un piccolo dispositivo in grado di localizzare tramite smartphone l'oggetto a cui è agganciato. A vederlo sembra un piccolo portachiavi, dal design circolare e sottile, ma al suo interno nasconde un complesso e completo apparato tecnologico che gli permette di interfacciarsi con un'applicazione mobile per segnalare la posizione in cui si trova.

È un tracker, come già ce ne sono altri sul mercato, rimasto per lungo tempo oggetto di indiscrezioni e annunciato dalla Mela in occasione dell'evento Spring Loaded del mese scorso. Chi desidera acquistarlo lo può fare mettendo in conto una spesa di 35 euro per la singola unità o di 119 euro per il bundle che ne contiene quattro.

Apple AirTag: il design

AirTag ha un diametro pari a 31,9 millimetri e uno spessore di 8 millimetri. Pesa 11 grammi. Può contare sulla certificazione IP67 che gli permettere di resistere alle immersioni in acqua per un tempo massimo di 30 minuti alla profondità di un metro. È piccolo, molto piccolo, può essere nascosto un po' ovunque. I materiali che ne compongono l'involucro sono acciaio inossidabile e plastica.

Acquistandolo dallo store ufficiale è possibile personalizzarlo incidendo le proprie iniziali, con un emoji o entrambe le cose, senza alcuna spesa aggiuntiva. Disponibile anche una serie di accessori come portachiavi in pelle, laccetti e ciondoli da borsa.

Ha un altoparlante integrato per l'emissione del segnale sonoro utile a localizzarlo ed è alimentato con una batteria a bottone di tipo CR2032, sostituibile dall'utente una volta esaurita: l'autonomia dichiarata è di oltre un anno. Integra anche un accelerometro. Per le funzionalità di tracker fa leva sulle tecnologie Bluetooth, NFC e sul chip U1 progettato da Apple.

Le funzionalità

Il funzionamento di AirTag si basa principalmente sull'applicazione Dov'è preinstallata da Apple sui propri dispositivi e sulla relativa rete Find My. È bene precisare che non utilizza in alcun modo il GPS per segnalare la propria posizione.

Impiega anzitutto il Bluetooth. Il miglior modo per spiegare in che modo è far riferimento a quanto riportato sul sito ufficiale: "Il tuo AirTag invia un segnale Bluetooth sicuro che può essere rilevato dai dispositivi della rete Dov’è più vicini, entro alcune decine di metri. Questi inviano la posizione dell’AirTag a iCloud: quando apri l’app Dov’è, lo vedrai sulla mappa. Tutta l’operazione avviene in forma anonima e criptata, per tutelare la tua privacy".

A rendere particolarmente interessante l'accessorio è però il sistema Ultra Wideband basato sulla trasmissione di radiofrequenze, che abilita la funzione Posizione Precisa, garantendo un'accuratezza che arriva al centimetro. In questo caso, il supporto è esclusivo per gli iPhone 11 e 12 con chip U1 al loro interno.

C'è anche la modalità Smarrito che fa leva sulla tecnologia NFC. Ecco com'è descritta dalla mela morsica: "Proprio come sugli altri dispositivi Apple, anche su AirTag puoi attivare la modalità Smarrito. In questo modo, se il tuo AirTag viene rilevato da un dispositivo nella rete, tu ricevi una notifica in automatico. Puoi anche scegliere di mostrare le tue informazioni di contatto quando qualcuno tocca il tuo AirTag con uno smartphone dotato di tecnologia NFC (la stessa che si usa per pagare con il telefono)".

Se si dimentica o si perde l'oggetto a cui è associato, nel caso in cui qualcuno con un iPhone in tasca dovesse passare nelle sue vicinanze, la posizione verrebbe automaticamente caricata sui server cloud e notificata al legittimo proprietario, ovviamente in forma privata e anonima. È questo il reale valore aggiunto rispetto a quanto offrono le alternative della concorrenza, potendo contare su una rete globale di dispositivi.

La compatibilità è garantita per iPhone e iPod touch con sistema operativo iOS 14.5 e per gli iPad con iPadOS 14.5. L'interazione via NFC è supportata anche per i dispositivi Android. Richiesto un ID Apple per il funzionamento, con la possibilità di associare fino a un massimo di 16 AirTag.

La privacy

Fin dall'annuncio, Apple ha sgombrato il campo da possibili fraintendimenti: AirTag è per gli oggetti, non per le persone. L'accessorio è progettato in modo da garantire un livello di tutela della privacy il più elevato possibile. Sulle pagine del sito ufficiale si legge che "solo tu puoi vedere dov’è il tuo AirTag, che non memorizza i tuoi dati né la tua cronologia di localizzazione". Ancora, la Mela sottolinea che"i dispositivi che rilevano e trasmettono la posizione del tuo AirTag lo fanno in forma anonima e criptata". Ciò significa che nemmeno il produttore sa dove si trovano né conosce la natura degli oggetti associati.

Sono stati adottati diversi accorgimenti per evitare abusi: "se l'AirTag di un'altra persona finisce per sbaglio tra le tue cose, il tuo iPhone si accorge che si sta spostando con te e ti avvisa" oppure "dopo un po', se non l'hai ancora trovato, l'AirTag inizierà a suonare per farsi sentire", specificando inoltre che "questi avvisi si attivano solo quando l’AirTag si allontana dalla persona a cui appartiene", così da non creare grattacapi quando ci si trova in location affollate come trasporti pubblici o centri commerciali. Insomma, tutto è studiato in modo da scongiurare il rischio che qualcuno possa pensare di utilizzarlo con finalità malevole, magari per tracciare di nascosto i movimenti del partner.

Ciò nonostante, proprio nei giorni in cui il dispositivo ha fatto il suo esordio sul mercato, qualcuno ha sollevato alcune perplessità in merito all'efficacia di tali protezioni. È il caso dell'associazione statunitense National Network to End Domestic Violence che si batte contro ogni forma di violenza in ambito domestico. L'attenzione si è concentrata sul fatto che le notifiche relative alla vicinanza con un eventuale AirTag nascosto vengano mostrate solo agli utenti di un telefono iOS e non a coloro che sono in possesso di uno smartphone Android. Ancora, l'altoparlante integrato emette un segnale sonoro dopo 72 ore di mancata sincronizzazione con l'iPhone a cui è associato, un periodo ritenuto troppo esteso nel caso in cui lo stalker o chi vuol monitorare i movimenti di una persona condivida lo stesso tetto della sua vittima, poiché il conteggio andrebbe ad azzerarsi ogni volta che si rientra a casa.

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