"Il prodotto sei tu", Apple spiega le nuove funzioni di privacy

Apple illustra in un nuovo video le opzioni introdotte per la privacy dell'utente, allo scopo di evitare il tracciamento da parte di terzi: "Il prodotto sei tu"

"Il prodotto sei tu", Apple spiega le nuove funzioni di privacy

L'esordio dell'aggiornamento alla versione 14.5 per il sistema operativo iOS porta con sé la funzionalità App Tracking Transparency, messa a punto da Apple con l'obiettivo dichiarato di tutelare la privacy degli utenti. Una novità discussa e da qualcuno contestata, in particolare da una parte degli sviluppatori che la ritengono in grado di limitare le loro possibilità di monetizzazione. L'azienda di Cupertino prova a spiegarla e a sintetizzarne l'utilità con un filmato.

Il video ha fatto la sua comparsa sul canale YouTube ufficiale della Mela, riportiamo di seguito la versione italiana. Nel nostro paese la caratteristica si chiama Trasparenza del Tracciamento nelle App. La clip avvisa della possibile comparsa di un messaggio che chiede l'autorizzazione al tracking, offrendo così piena libertà e controllo sulle modalità di condivisione dei propri dati con le realtà di terze parti.

Di quali informazioni personali si tratta? Età, posizione dei luoghi visitati, parametri biometrici riguardanti la salute, abitudini di consumo, rubrica dei contatti, cronologia di navigazione online, attività fisica e tag associati alle foto scattate solo per fare alcuni esempi. Nella maggior parte dei casi sono necessarie per il corretto funzionamento dei servizi, ma, come sottolinea Apple:"alcune app hanno dei tracker integrati che raccolgono più informazioni del necessario, condividendole con terze parti come inserzionisti e aziende di dati".

La finalità è quella di indirizzare all'utente pubblicità mirate, sulla base dei suoi gusti e inclinazioni, facendo leva sugli algoritmi che regolano i circuiti di advertising:"Le tue informazioni sono in vendita, adesso tu sei un prodotto". Quel che fa la Mela è sottoporre una semplice domanda, chiedendo di fornire un esplicito consenso affinché questo avvenga e impedendolo nel caso di risposta negativa.

Come anticipato, non tutti vedono di buon occhio la funzionalità. Una testimonianza arriva dal territorio tedesco, dove alcune aziende legate al mondo online si sono rivolte al German Federal Cartel Office con riferimento a un comportamento anticoncorrenziale che escluderebbe i competitor dal poter realizzare servizi e profitti con i dati raccolti. Nel mese di dicembre anche Facebook si era schierata contro la posizione assunta da Apple, ritenendola lesiva per il business di chi basa il proprio guadagno sull'advertising.

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