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Dopo Alcaraz anche Sinner deve togliersi il bracciale: ecco per quale motivo

Prima della sfida contro Darderi il giudice di sedia ha chiesto a Sinner di togliersi il braccialetto Whoop, il dispositivo avanzato per monitorare i dati sulle prestazioni

Dopo Alcaraz anche Sinner deve togliersi il bracciale: ecco per quale motivo
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Prosegue la marcia di Jannik Sinner agli Australian Open. Dopo aver vinto il derby italiano contro Darderi, il campione altoatesino attende ora l'americano Shelton ai quarti di finale. Prima di iniziare il match, vinto in tre set contro Darderi, il numero due al mondo è stato protagonista di un episodio curioso: è stato invitato dal giudice di sedia a togliere l'ormai famoso braccialetto Whoop, il dispositivo avanzato per monitorare i dati sulle prestazioni e sulla salute. A quel punto senza fare una piega, Sinner si è attenuto alla decisione e ha riposto il bracciale nel borsone, rimettendo a posto il suo polsino. Non si tratta di una novità visto che lo stesso era avvenuto nei giorni precedenti a Carlos Alcaraz, prima della partita contro Paul, e anche alla numero uno del tennis femminile, Aryna Sabalenka.

Ma a cosa serve il Whoop? Ebbene si tratta di un braccialetto, molto popolare sia tra gli atleti sia professionisti che non. Si tratta di un dispositivo che non ha lo schermo e non riceve notifiche che possano disturbare chi lo porta. Ha le funzioni di raccogliere dati costanti, analizzando anche frequenza cardiaca, sia a riposo che in piena attività e misurare anche lo stress cardiovascolare accumulato. Di fatto può essere considerato quasi un "coach digitale" che fornisce informazioni sul corpo e sulle sue prestazioni, permettendo di capire la reazione a determinate situazioni di sforzo o stress. Con un grande vantaggio: funziona in modo silenzioso senza "disturbare" o distrarre chi lo porta.

Perché il braccialetto Whoop viene fatto togliere ai tennisti?

Ad ora ATP e ITF (al contrario della WTA) per il momento non fanno indossare questo dispositivo ai giocatori, in attesa di una decisione definitiva. Questo perché si intende limitare l'utilizzo di strumenti che possano fornire una sorta di "coaching" in diretta all'esterno su dati sulle prestazioni dell'atleta. È invece consentito l'utilizzo di orologi che si limitino a mostrare l'ora.

Le parole di Sinner sulla vicenda

Sulla questione è intervenuto anche Sinner in conferenza stampa. Un'occasione per sentire dalla sua voce come funziona il braccialetto: "Ci sono certi dati che vorremmo tracciare un po' in campo. Non è per la questione live, ma è più per poter vedere dopo la partita. Sono dati che vorremmo usare anche nelle sessioni di allenamento perché da lì puoi allenarti con la frequenza cardiaca e quante calorie bruci e tutto questo genere di cose", ha spiegato il tennista altoatesino.

Nessun problema però di fronte alla decisione del giudice di sedia: "L'arbitro mi ha chiesto subito se fosse il tracker.

Ho detto di sì e lui ha detto ‘rimuovilo', va bene così. Ci sono altre cose che potremmo usare, come il gilet, ma per me è un po' scomodo perché senti di avere qualcosa sulle spalle ed è un po' diverso. Le regole sono regole e lo capisco e non lo userò di nuovo".

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