Anche se avrebbe preferito che le cose andassero diversamente, Jannik Sinner stacca la spina e si “gode” un periodo di riposo dopo un incredibile tour de force da inizio anno che lo ha portato a vincere 5 Masters 1000 consecutivi (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma). A tenere banco, inevitabilmente, è il malore contro Juan Manuel Cerundolo che lo ha costretto ad arrendersi al quinto set. La risposta a una condizione che si è già ripetuta in passato potrebbe nascondersi in un particolare gene chiamato MC1R.
Di cosa si tratta
Chiamato anche “recettore della melanocortina 1”, è una delle proteine chiave coinvolte nella regolazione del colore della pelle e dei capelli nei mammiferi. I melanociti sono il centro nevralgico dell’attività cutanea: la melanina che producono funge da vero e proprio scudo sul DNA delle cellule vicine, i cheratinociti, proteggendole dalle radiazioni solari e riducendo il rischio di mutazioni genetiche che potrebbero portare, nel tempo, all’insorgenza di tumori della pelle”, spiega a Repubblica la dottoressa Stefania Guida, dermatologia presso l’U.O. di Dermatologia Clinica all’IRCCS Ospedale San Raffaele e Ospedale San Raffaele Turro.
I legami con il malore di Sinner
La domanda è lecita: possono esistere legami tra la funzionalità di questo gene e il suo malore in campo sotto il sole cocente di Parigi ma soprattutto l’improvvisa mancanza di forze ed energia? “Non è ancora dimostrato in modo solido. Le principali attività di MC1R restano legate alla pelle. Abbiamo, però, condotto di recente una revisione della letteratura in cui abbiamo osservato un aumento della sua espressione anche a livello delle cellule del sangue, i granulociti - ma questo non ha ancora trovato applicazioni pratiche in termini di salute sistemica”.
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La dermatologa spiega che in caso di mutazione di MC1R, l’organismo umano non è più in grado di produrre la melanina scura, che protegge dai raggi solari, quella fotoprotettiva, producendo invece una melanina di colore rosso-giallastro. “Questo spiega la carnagione chiara, la tendenza alle scottature e una maggiore predisposizione ai tumori cutanei”. In poche parole, avendo una carnagione molto chiara, l’altoatesino potrebbe essere pià esposto a scottature e ustioni.
Chissà se Sinner, tra i vari controlli, si sottoporrà a un test specifico che riguarda questo gene per vedere se (eventualmente) e in che modo possa essere mutato, ma di certo il numero 1 del mondo deve fare i conti con una macchina perfetta, il suo stato fisico e mentale, ma che di certo non è “robotica” come lui stesso ha
dichiarato dopo la sconfitta di Parigi. Sinner, al momento, può perdere soltanto da sé stesso (malesseri) o dal clima: se il caldo possa diventare davvero l’avversario numero 1 di Jannik lo scopriremo nei prossimi tornei.