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Il tesoro di Portaluppi trova casa a Villa Necchi

Ricostruito lo studio dell'architetto con i mobili originali: ci sono anche le raccolte di cartoline

Il tesoro di Portaluppi trova casa a Villa Necchi
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In giornate luminose come queste, ma per la verità in ogni stagione, Villa Necchi Campiglio, in via Mozart, è un incanto: un'oasi di pace e bellezza che ogni anno attira 117mila visitatori nella dimora e nel parco del FAI, apprezzata dai turisti e dai milanesi. Da oggi ancor di più, perché la villa, progettata da Piero Portaluppi tra il 1930 e il 1932 per la famiglia Necchi Campiglio, diventa anche casa del pensiero del grande architetto.

L'intero patrimonio della Fondazione Piero Portaluppi è stato infatti conferito al FAI: lo straordinario archivio fatto di arredi, disegni, documenti e libri storici ha trovato la sua collocazione definitiva all'ultimo piano della dimora, che si arricchisce così di nuovi ambienti visitabili. Per raggiungerli bisogna prendere l'ascensore fino al secondo piano: le porte si aprono sulle tre sale della soffitta, un tempo destinate agli alloggi del personale di servizio. Niente di angusto: anche in questi spazi secondari rispetto al piano nobile della villa gli ambienti sono luminosi. È qui che un progettista d'eccezione, l'architetto Piero Castellini Baldissera nipote diretto di Portaluppi è riuscito a ricreare fedelmente l'atmosfera dello storico studio del nonno in via Morozzo della Rocca, ricollocando diciannove arredi originali e svariati oggetti personali che l'architetto utilizzava quotidianamente nel suo lavoro.

Vediamo la scrivania con la libreria, un elegante divano color crema, un raffinato mobile di legno con mille ante, utile per conservare tante cose. Disegni alle pareti, documenti e arredi tra cui i cassetti dove l'architetto conservava maniacalmente le cartoline sono da oggi in allestimento permanente, mentre il materiale d'archivio, enorme, resta a disposizione della consultazione degli studiosi. Parliamo di oltre mille disegni, realizzati tra il 1909 e il 1967, altrettante stampe fotografiche d'epoca e anche un centinaio di bobine di pellicola, girate in Italia tra gli anni Trenta e la metà degli anni Sessanta, che sono uno spaccato dell'epoca: si vedono personaggi come Depero, Marinetti, Gio Ponti. Fanno parte di questo archivio personale tutelato dalla Soprintendenza anche i libri della biblioteca personale e i volumi e le riviste di storia dell'architettura. Tutto materiale che la famiglia (nipoti e bisnipoti) ha custodito con cura finora nello studio storico di via Morozzo della Rocca, che a settembre sarà riaperto comunque alla città con vari eventi.

Per celebrare il "ritorno a casa" di Portaluppi, il FAI inaugura la prima di una serie di mostre temporanee: al secondo piano di Villa Necchi Campiglio, da oggi e fino al 18 ottobre, è allestita l'esposizione "Piero Portaluppi: l'arte del disegno", curata da Roberto Dulio.

Sono elegantemente esposti 44 tra i disegni più significativi del maestro: dalle prime vignette satiriche realizzate negli anni universitari per il Guerin Meschino fino alle monumentali tavole del Piano Regolatore del 1927 e ai dettagli dei decori geometrici che si ritrovano al piano inferiore della villa stessa. "Per Portaluppi l'architettura è teatro: in questi disegni emerge la sua capacità di cogliere il tragico e il paradosso delle cose della vita", spiega Dulio.

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