«Torniamo a parlare di temi concreti»

Carte bollate, ricorsi, appelli: gli elettori sono disorientati e la gente non ne può più, anche se, ormai, per avere qualche certezza bisognerà attendere l’ultima decisione del Consiglio di Stato prevista per domani. Ma adesso - come dice Renata Polverini - «è necessario che tutti torniamo a parlare di temi concreti. Nei prossimi giorni illustreremo il programma che era già pronto, ma che le vicende giudiziarie ci hanno sostanzialmente impedito di presentare». La candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio ha visitato ieri mattina il Cto della Garbatella e ha proseguito con una serie di incontri nell’XI municipio.
Rispetto alle linee generali e agli impegni mi pare che - ha concluso - abbiamo dato ampia prova di avere idee chiare e proposte concrete». «Ho deciso di impegnarmi in questa che sta diventando una vera e propria missione, dato che ogni giorno ne abbiamo una nuova - ha spiegato al personale sanitario del Centro traumatologico ortopedico -. Nonostante qualche difficoltà che abbiamo avuto in questi giorni, ho continuato a mantenere tutti i miei impegni e a visitare gli ospedali, anche nei momenti di maggiore tensione».
«C’è stato un atteggiamento ideologico rispetto a diverse strutture che sono state penalizzate. Questo non può e non deve essere - ha detto ancora la Polverini rivolgendosi a medici, operatori e dirigenti del Cto -. Abbiamo una sanità pubblica trascurata. Dobbiamo avere il coraggio di rivoluzionare questa sanità, prendendo di petto la situazione nella consapevolezza che si possano cambiare le cose». Rispondendo all’appello della direttrice sanitaria del Cto, Patrizia Rodinò, che ha sottolineato «il taglio dei posti letto da 350 a 215» la candidata del centrodestra ha aggiunto: «Si è arrivati a tagliare con la mannaia, orizzontalmente, invece di rimuovere gli amministratori incapaci. La Regione in questi anni non ha fatto nulla e poi ha iniziato a tagliare. Questo non è possibile, il diritto alla salute dei cittadini va rispettato e questo sarà il mio primo impegno».
Uscita dall’ospedale, la Polverini ha risposto a una giornalista che le chiedeva perché gli elettori dovrebbero votare lei. «Per cambiare - è stata la risposta -. Il cambiamento che tante persone ci chiedono lo posso rappresentare io, assieme a una coalizione che in questo momento non è al governo della regione». Infine c’è stato un siparietto con un commerciante del quartiere dove è ambientata la fiction «I Cesaroni». «A Renà, ma come andrà a finire?». «Andrà a finire bene». Con questa battuta si è concluso il “tour dell’ascolto” nell’XI muncipio.

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