Filippo Grassia
Un flop annunciato dalla formula che non piace più, dalla formidabile concorrenza e dai nuovi gusti del pubblico. La schedina del Totocalcio - si chiamava Sisal nelle prime due stagioni, dal 1946 al 1948 - compie 60 anni e li dimostra tutti nonostante i restyling a cui è stata sottoposta negli ultimi tempi. Storico il passaggio dal «13» al «14», interessante l'innovazione de «il9». Ma a incidere maggiormente sul flop dei concorsi pronostici è il Totogol con un decremento del 40% rispetto al 2004, in flessione cronica dopo il clamoroso successo dei primi anni Novanta. I due giochi hanno messo assieme nel 2005 poco più di 310 milioni, in percentuale fa meno 31%. Il tracollo è evidente se ricordiamo che la raccolta era stata di 800 milioni nel 2000, 777 nel 2001, 546 nel 2002, 485 nel 2003 e 450 nel 2004.
Eppure l'Aams, che gestisce tutti i giochi nel nostro Paese, ha fatto di tutto per sostenere le due schedine L'ultima innovazione risale all'11 ottobre del 2004 con la riduzione dei pronostici (da 36 a 14) del Totogol e la possibilità di giocare su una «schedina unica» Totocalcio, il9 e Totogol. Niente da fare. Evidente la disaffezione della clientela dovuta principalmente all'evoluzione del costume ed alle scelte del pubblico, soprattutto quello più giovane, che predilige giochi più flessibili, come le scommesse a quota fissa, dove può scegliere le partite su cui puntare e esaltare il fattore della competenza.
Questi dati sono in controtendenza rispetto all'affermazione del comparto che nel 2005 ha registrato la raccolta record di 28 miliardi di euro, il 12% in più rispetto all'anno precedente: nella classifica per fatturato l'Aams si pone al quinto posto dietro società del calibro di Eni, Ifi-Fiat, Enel e Telecom Italia. Ma il direttore generale Tino non fa proclami nell'intervista rilasciata al «Punto vincente», il magazine di famiglia: «Il confronto è improponibile, ma dà l'idea di come abbiamo soddisfatto la missione assegnataci dal Parlamento: negli ultimi due anni abbiamo realizzato un incremento del 70% e contribuito per quasi il 2% al Pil, il Prodotto interno lordo. Le uniche ombre arrivano dai concorsi pronostici. Sebbene il montepremi sia stato innalzato al 50% delle somme giocate e nonostante le campagne pubblicitarie lanciate a sostegno, questa tipologia di gioco, basato sullo storico Totocalcio, sembra aver perduto il tradizionale appeal a favore delle scommesse a quota fissa».
E allora, cosa si può fare per evitare di assistere alla morte delle schedine che rientrano a buon diritto nella storia del Paese? Il Totocalcio e «il9» rimarranno ancora sul mercato. Per il Totogol è prevista una svolta: particolarmente gettonata la formula, simile a quella delle scommesse al totalizzatore, che permetterà al giocatore di indovinare un certo numero di partite (massimo 8) con un numero di gol uguale o superiore a 3 in un palinsesto che comprenderà tutti gli incontri in programma la domenica pomeriggio e la domenica sera. Un ulteriore sussulto potrebbe arrivare dalla possibilità di giocare le schedine a distanza come accade con le scommesse sportive.
Totogol un flop da cambiare
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.