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Trafficanti di morte: un business da 34 miliardi di dollari

Così i clandestini arrivano sulle coste Italiane: ecco i porti di partenza, le rotte verso la Sicilia e i costi delle traversate. Sostieni il reportage

Trafficanti di morte: un business da 34 miliardi di dollari

Trentaquattro miliardi di dollari. Una cifra da capogiro. È quanto vale il giro d'affari del traffico di esseri umani che, negli ultimi vent'anni, è costato la vita nel solo Mar Mediterraneo a 20mila persone. Col risultato che il Canale di Sicilia è sempre più affollato di persone che tentano di fuggire dall’Africa o dal Medio Oriente per cercare una nuova vita in Europa. Stando alle fonti di intelligence, si muore di più sulla rotta libica che su quella tunisina, ma in ogni modo il mare è sempre più pericoloso e i trafficanti di esseri umani sempre più senza scrupoli.

Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), nel 2014 sono stati 219mila i rifugiati e i clandestini che hanno solcato il Mediterraneo per raggiungere le coste del Vecchio Continente. Più o meno nello stesso periodo (da ottobre 2013 al novembre 2014), durante l’operazione Mare Nostrum, ci sono state circa 3.500 vittime. Dall’inizio del 2015, sempre dati Unhcr, sono già circa 31.500 le persone che hanno intrapreso traversate marittime per raggiungere Italia e Grecia, rispettivamente il primo e il secondo principale paese di arrivo, e i numeri stanno crescendo ulteriormente. Sulle coste italiane, secondo dati del Ministero dell’Interno, da gennaio 2015 sono sbarcati 23.556 immigrati. Erano stati 20.800 nello stesso periodo del 2014. Una crescita del 30%, che a fine anno potrebbe tradursi in un aumento di circa 200 mila persone sbarcate sulle coste italiane. Aumenta anche il numero di chi non ce la fa: con il tragico naufragio avvenuto oggi in acque libiche, che avrebbe provocato la morte di circa 700 persone, sale a oltre 1.600 il bilancio dei morti stimati dall’inizio dell’anno. Due giorni fa, infatti, l’Unhcr stimava in 950 i morti da gennaio, ai quali vanno aggiunti gli oltre 700 che sabato notte sarebbero finiti in mare dopo che il loro barcone si è capovolto. Ma per fortuna c’è anche chi sopravvive a questi viaggi pericolosi: secondo la Guardia Costiera italiana, solo dal 10 aprile sono state salvate più di 8.500 persone.

Per salire su uno di questi barconi della speranza si arriva a sborsare dagli 9mila ai 12mila dollari. Come spiega l'Huffington Post, i punti di partenza sulla costa ad ovest di Tripoli sono Zuara, Sabratha, Sourman e Zanzur. Alle porte della capitale, invece, i clandestini vengono imbarcati a Tagiura. Chi parte da Misurata, invece, a Tarabuli. Tutte zone sotto il controllo del governo islamista di Tripoli. Un governo non riconosciuto dalla comunità internazionale e per di più legato ai miliziani di Ansar al Sharia che in Cirenaica combattono sotto le insegne nere del Califfato. I jihadisti di Ansar al Sharia, che nei mesi scorsi hanno giurato fedeltà a Abu Bakr al Baghdadi operano sicuramente a Sabratha, uno dei punti di partenza verso Lampedusa.

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