Tram in pensione, bisognerà attaccarsi al bus

I milanesi non si attaccheranno più al tram. Ci vorranno dieci anni forse perchè il Comune riesca a mandare in pensione tutti i mezzi che viaggiano su binari, ma l’obiettivo è segnato. E i futuri investimenti di Atm dovranno indirizzarsi sul ricambio delle vecchie carrozze con autobus elettrici. Costano troppo, se si rompono è un disastro, rimangono bloccati nel traffico. Nella Milano del futuro si salveranno solo i tram-ristorante Atmosfera (piacciono anche il sindaco Letizia Moratti, non si parla di eliminarli) e ci saranno delle linee turistiche. Il vicesindaco Riccardo De Corato immagina che per conservare la memoria dei modelli storici dal 1929 ad oggi «si potrebbe pensare anche ad un museo dei tram». La discussione in giunta è cominciata con davanti la delibera che da metà giugno rivoluzionerà le corse Atm in centro: da piazza Cordusio viaggeranno 180 carrelli all’ora in meno, le linee passeranno da sette a cinque (cambiano percorso il 3 e il 19), Il collo di bottiglia Broletto-Orefici-Mazzini si alleggerirà grazie allo spostamento del tram 27 da via Broletto a via Meravigli, e del 2 che non passerà più da via Orefici, visto che il capolinea si sposta da Lunigiana a piazza Bausan. Una riorganizzazione delle corse che si tradurrà con meno tram ma più veloci. Il titolo della delibera però recitava «potenziamento delle linee tranviarie». Da lì è partita l’osservazione dell’assessore Bruno Simini, sulla necessità di dirottare nei prossimi anni gli investimenti dalle rotaie alla gomma: «Dobbiamo ragionare sul medio-lungo periodo, ed è anacronistico pensare che in futuro Milano possa continuare a viaggiare in tram quando il mercato offre autobus a impatto zero, che hanno pianali ribassati, possono prelevare vicino alla fermata anziani e disabili. Non possiamo avere mezzi incagliati per colpa di auto posteggiate male, senza la possibilità do fare zig-zag nel traffico. Nè continuare a sostenere costi esagerati per la manutenzione dei mezzi e la sostituzione dei vecchi binari». Secondo Simini «potremo mantenerli nelle sedi riservate, come le metrotranvie che viaggiano verso la periferia. Ma in centro e nelle strade dove i mezzi convivono con auto e moto private, il futuro sono i mezzi elettrici su gomma che possono viaggiare in modo snello nel traffico e non fanno rumore, basta chiedere ai residenti costretti a tenere le finestre chiuse in certi quartieri cosa ne pensano’». Pienamente d’accordo il sindaco, nel coro dei favorevoli l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli. E anche il vicesindaco e assessore alla Mobilità De Corato, pur ammettendo che «non sarà un percorso breve, ci vorranno anni perchè oggi abbiamo in dotazione circa 2.500 autobus e ce ne vogliono il doppio per sostenere la domanda dei passeggeri» ma «il rinnovo della flotta dovrà andare in quella direzione». E i vecchi tram arancioni? «I nonni porteranno i loro nipoti a vederli al museo». D’altra parte «a parte San Francisco non si vedono più grandi città che continuano a puntare sul trasporto pubblico sui binari». Più romantica la difesa della Lega: l’assessore Massimiliano Orsatti: «La filosofia è condivisibile, logico che gli autobus sono più veloci e ormai esistono modelli non inquinanti al pari dei tram. Ma sono una tradizione, una caratteristica peculiare della nostra città. Difendiamo almeno quelli bianco panna che vengono affittati oggi per feste e matrimoni, quelli arancioni per percorsi turistici e quelli verdi per il ristorante».

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