Abbattutti i gas serra: la sfida del 60%. Cosa accadrà

Veicoli elettrici, idrogeno, rivoluzione verde in agricoltura, rifare la rete elettrica e catturare il carbonio: sono le 5 sfide per ridurre le emissioni di gas serra nei prossimi anni, ecco come

Abbattutti i gas serra: la sfida del 60%. Cosa accadrà

Il cambiamento energetico sfruttando elettricità "pulita" e abbattendo C02 sarebbe già possibile con gli attuali strumenti posseduti risparmiando fino al 60% dei gas serra che inquinano il nostro pianeta entro il 2050.

Cosa dice il rapporto

Un rapporto redatto da una società internazionale di consulenza manageriale e strategica, la McKinsey, intitolato “Innovare a zero: una guida per i dirigenti alla tecnologia climatica” spiega come cinque grandi tematiche potranno attrarre investimenti per due trilioni di dollari entro il 2025. Del famoso 60%, un 25-30% proviene da tecnologie dimostrate ma non ancora mature e un altro 10-15% da quelle ancora in fase di ricerca e sviluppo."Ci sono alcune ragioni per essere ottimisti - dicono i ricercatori - nell'ultimo decennio, il costo di alcuni progetti di energia rinnovabile è diminuito di quasi il 90%, così come i costi delle batterie dei veicoli elettrici (EV), dell'illuminazione a LED e di altri hardware efficienti dal punto di vista energetico".

Quali sono le cinque macro-aree

Elettrificare i trasporti, gli edifici e l'industria; lanciare la prossima rivoluzione verde in agricoltura; rifare la rete elettrica per fornire elettricità pulita; mantenere la promessa dell'idrogeno; espandere la cattura, l'uso e lo stoccaggio del carbonio: ecco le cinque "promesse" da attuare entro il 2050 per abbattere CO2 e gas serra.

Migliori batterie per i veicoli elettrici

Il trasporto elettrico richiede la riduzione del costo delle batterie che può rappresentare fino alla metà del costo di un veicolo elettrico. Tuttavia, le batterie agli ioni di litio più comuni nei veicoli elettrici potrebbero non scendere mai al di sotto della soglia critica di 100 dollari per chilowattora. Per aumentare la densità energetica e ridurre i costi, quindi, la chimica delle batterie dovrà migliorare. È per questo che le aziende stanno lavorando su anodi ad alto contenuto di silicio, che rappresentano la prossima frontiera. Oltre a questi, le innovazioni negli elettroliti a stato solido, in gel e in schiuma trasformerebbero gli anodi in metallo di litio ad altissima capacità da concetto a realtà.

Un altro passo in avanti è rappresentato dai sistemi di controllo dei software che possono aiutare e persino compensare le carenze in chimica. In questo modo si ridurrebbero i tempi di ricarica: immaginiamo di ricaricare un veicolo elettrico con un'autonomia di 300 miglia in dieci minuti o meno invece di un'ora con un compressore o durante la notte come avviene per la maggior parte dei sistemi domestici. Così si potrebbe prolungare abbastanza la durata della batteria che "vivrebbe" a lungo come il veicolo. E potrebbe dare ai veicoli elettrici una maggiore capacità di raccolta, trasporto o traino.

Rivoluzione verde in agricoltura

La seconda macro area è l'agricoltura, che rappresenta circa il 20% delle emissioni globali di gas serra, il più significativo dei quali è il metano, che ha l'enorme potere di immettere CO2. La riduzione delle emissioni di metano dall'agricoltura (e da altre fonti) richiederebbe importanti cambiamenti nel modo in cui la società coltiva, mangia, gestisce le forniture e i rifiuti e gestisce i terreni coltivati ​​e le foreste. La più grande quantità di abbattimento delle emissioni potrebbe essere ottenuta passando dalle tradizionali attrezzature e macchinari a combustibili fossili, come trattori, mietitrici e asciugatrici, alle loro controparti a emissioni zero.

Rifare la rete elettrica per fornire elettricità pulita

Quasi ovunque le reti elettriche sono vecchie, inefficienti, inaffidabili e ad alta intensità di carbonio. Non sono neanche lontanamente pronte a gestire il raddoppio della domanda di elettricità che potrebbe avvenire entro il 2050 con l'elettrificazione, per non parlare di prevenire un corrispondente aumento delle emissioni di carbonio. È questa la terza sfida, quella di modernizzare e decarbonizzare la rete che comporta tre compiti principali: il primo sta accelerando l'installazione di capacità di generazione rinnovabile. "Per ottenere un percorso di 1,5°C, stimiamo che la velocità di installazione globale dovrebbe aumentare da 3 gigawatt a settimana a 15-18 gigawatt. Un altro compito è aggiungere capacità di accumulo di energia per gestire l'intermittenza del solare e dell'eolico. L'ultimo sta aggiornando la rete di trasmissione e distribuzione per ospitare più risorse davanti e dietro il contatore", si legge sulla guida McKinsey secondo quanto dichiarato dai ricercatori.

Aumentare l'uso dell'idrogeno

La quarta macro area riguarda il tema dell'idrogeno, che potrebbe svolgere un ruolo significativo nella decarbonizzazione come vettore di energia pulita o ingrediente di carburante con molte applicazioni. L'elevata densità di energia e la combustione a zero emissioni di carbonio rendono l'idrogeno adatto a far fronte al 30% delle emissioni di gas serra in diversi settori come l'aviazione e la navigazione, l'industria, l'edilizia e il trasporto stradale, che sarebbe difficile da abbattere con la sola elettricità. L'idrogeno potrebbe in definitiva soddisfare dal 15 al 20% della domanda globale di energia.

L'Hydrogen Council ha identificato 131 progetti di idrogeno su larga scala annunciati tra febbraio e luglio 2021, portando il totale a più di 350. Gli investimenti diretti in questi progetti, che produrrebbero 11 milioni di tonnellate di idrogeno all'anno, dovrebbero superare i 130 miliardi di dollari.

Espandere la cattura, l'uso e lo stoccaggio del carbonio

Per abbattere i gas serra, è fondamentale anche la quinta macro area: la cattura, l'uso e lo stoccaggio del carbonio (CCUS) sono necessari per decarbonizzare i settori difficili da abbattere e rimuovere la CO2 dall'atmosfera. "Attualmente, l'uso di CCUS è minimo. I costi rimangono proibitivi, in genere da 50 a 100 dollari per tonnellata di CO 2 (tCO 2 ) e le apparecchiature CCUS consumano molta energia. Il lancio di CCUS si è generalmente bloccato in installazioni di secondo o terzo tipo su scala commerciale presso centrali elettriche a carbone o gas, acciaierie e raffinerie", affermano i ricercatori. Insomma, la sfida è imponente è importante, da più parti è già iniziata l'inversione di tendenza ma non basta: i prossimi anni ci diranno chiaramente in che direzione staremo andando.

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