Quando i batteri mangiano le emissioni di CO2

Una multinazionale produttrice di acciaio, altamente inquinante, ha scoperto come trasformare la CO2 in un gas non nocivo grazie all'aiuto dei batteri: ecco come funziona il processo

Quando i batteri mangiano le emissioni di CO2

Come si potranno, davvero e finalmente, ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera e dare il via al processo di transizione energetica verso cui stiamo iniziando ad avviarci? L'azienda Tata Steel, multinazionale indiana produttrice di acciaio potrebbe avere avuto un'idea vincente. Infatti, le emissioni di carbonio dei suoi altiforni vengono convertiti in sostanze chimiche in un progetto che potrebbe aiutare i grandi inquinatori: i gas delle acciaierie dell'azienda vengono mescolati con minuscoli batteri provenienti da campioni di impianti di depurazione.

Il ruolo dei batteri

Ma come avviene il processo? I batteri producono acido acetico, che viene utilizzato per produrre prodotti chimici per diversi settori. "I microbi sono sempre stati in grado di farlo", ha affermato alla Bbc il dottor Rhiannon Chalmers-Brown. "Li stiamo solo prendendo e usando in questo modo", ha aggiunto il ricercatore dell'Università del Galles del Sud a capo del progetto di prova. I ricercatori fanno sapere che questo processo potrebbe essere utilizzato per eliminare la CO2 che fuoriesce dalle ciminiere di numerose industrie. Tra l'altro proprio Tata Steel è il più grande produttore di CO2 nel Regno Unito ma ha iniziato a dare l'esempio adottando nuove misure per ridurre il suo impatto sul pianeta. Infatti, le emissioni che provengono dai camini dei suoi due altiforni di Port Talbot, dove viene prodotto l'acciaio per tutto il Paese, è davvero notevole.

La trasformazione della CO2

In pratica, un grande e lungo tubo trasporta i gas nocivi prodotti nell'altoforno in altre parti dello stesso stabilimento mentre un tubo più piccolo "guida" alcuni di questi gas nell'area di prova. Il dottor Chalmers-Brown ha spiegato che gas come la CO2 e il monossido di carbonio dell'altoforno "alimentano" i microbi utilizzati per il progetto. In questo modo le emissioni dannose per l'atmosfera vengono trasformate in acidi acetici che possono essere utilizzati da un'ampia gamma di produttori nelle industrie per la produzione di vernici o per quella alimentare. Il processo funziona così: questi gas entrano all'interno di un reattore metallico alto poco più di un metro (1,2 m) dove vengono mescolati con microbi vivi prelevati da "fanghi di depurazione" o sterco. "Sono piccoli batteri che nuotano nel nostro reattore - afferma l'esperto - mangiano i gas e producono acido acetico per noi".

La nuova soluzione climatica

Per l'azienda Tata Steel questo progetto è uno dei tanti modi in cui sta cercando di "pulire" e rendere meno inqunante possibile la produzione di acciaio. E poi, l'obiettivo è la trasformazione di CO2 in qualcosa di davvero utile così da evitare di causare danni. In Inghilterra, questa nuova soluzione è chiamata "Carbon Capture and Use", cattura le emissioni e usale. "Alla fine utilizziamo quanto più gas possibile e il gas che non possiamo utilizzare viene immesso nell'atmosfera", ha affermato alla Bbc Martin Brunnock, portavoce della sostenibilità di Tata Steel. "Questo progetto ha il potenziale per creare valore da quella CO2 e che potrebbe essere utilizzata per creare altri prodotti".

La riduzione delle emissioni è il maggiore incentivo per finanziare questo progetto pilota: Tata Steel ha preso l'impegno di ridurre la quantità di CO2 rilasciata nell'atmosferta del 30% entro il 2030. In questo modo, la domanda per l'acciaio potrà aumentare grazie alla costruzione di nuovi impianti che forniscano energia rinnovabile e nucleare. Da un po' di tempo a questa parte, gli altiforni in cui l'acciaio fuso viene prodotto da carbone e minerale di ferro sono sottoposti a controlli più rigorosi.

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