Trema il gioiello di Murdoch: Times nel fango intercettazioni

Considerato uno dei più autorevoli quotidiani al mondo, il giornale è ora indagato col sospetto di aver spiato illegalmente alcune e-mail

Trema il gioiello di Murdoch: Times nel fango intercettazioni

Il gruppo Murdoch di nuovo nella bufera. È di ieri la notizia che Scotland Yard ha appena aperto una nuova inchiesta su intercettazioni illegali nella posta elettronica di politici e pubblici ufficiali effettuate dal quotidiano britannico The Times.

A rivelarlo è stato il deputato laburista Tom Watson - già membro della commissione parlamentare che si è occupata del caso delle intercettazioni telefoniche illegali - che lo scorso 23 gennaio aveva inviato alla polizia una lettera chiedendo d’investigare su una vicenda accaduta qualche tempo fa proprio al Times. A quanto pare Scotland Yard ha ritenuto che i suoi timori fossero fondati. Il caso a cui faceva riferimento Watson era finito poi in tribunale perché il quotidiano aveva rivelato l’identità di un agente di polizia che aveva richiesto invece di rimanere anonimo. L’episodio risale al 2009, anno in cui il giornalista Patrick Foster rese pubblica l’identità dell’autore del blog firmato con lo pseudonimo NightJack. Prima di farlo il giornale dovette attendere però il giudizio dell’Alta Corte di Londra a cui l’agente si era appellato perché il suo nome non trapelasse.

Il giudice allora si era dichiarato a favore della pubblicazione. In seguito era però emerso che, nel corso delle sue ricerche per l’articolo, Foster era riuscito a entrare nel computer e nella posta personale dell’agente violando i suoi diritti alla privacy. Proprio per questo aveva anche ricevuto una lettera di avvertimento formale da parte dell’editore del giornale che lo richiamava all’ordine ordinandogli di utilizzare soltanto fonti legittime e autorizzate.

Ora il giornalista non lavora più al Times ma nella sua lettera alla polizia mister Watson chiedeva di verificare se veramente sul caso il giudice avesse avuto tutti gli elementi per giudicare oppure se fosse rimasto all’oscuro che era stato commesso un crimine da parte del giornalista. Per ora si sa soltanto che Scotland Yard ha confermato l’avvio dell’inchiesta mentre nessun commento è ancora giunto da parte del gruppo di News International di cui fa parte anche il Times. Per il gruppo di Rupert Murdoch si tratta però dell’ennesima batosta.

Non sono bastati la chiusura del settimanale News of the World e i risarcimenti miliardari alle vittime delle intercettazioni telefoniche illegali a porre fine allo scandalo che aveva travolto il magnate australiano. Questi nuovi elementi danno di fatto l’avvio a una nuova tranche dell’inchiesta. Senza contare i recenti arresti di quattro dipendenti del quotidiano The Sun avvenuti soltanto pochi giorni fa e la scoperta che alcune e-mail relative alle intercettazioni spedite dal figlio di Murdoch, James, al padre erano state cancellate dal computer di Murdoch proprio 11 giorni prima che iniziasse l’inchiesta ufficiale.

Qualche settimana fa il quotidiano The Independent aveva in parte anticipato quello che sta accadendo in questi giorni rivelando che Scotland Yard stava investigando su eventuali intrusioni nelle poste elettroniche di vari politici britannici, avvenute proprio tra il 2007 e il 2009. Tra le vittime figuravano anche l’ex primo ministro laburista Gordon Brown che in passato aveva già accusato il gruppo News International di aver frugato illegalmente nella sua vita privata.

Secondo l’Independent però la nuova inchiesta potrebbe far scoppiare uno scandalo di dimensioni ancora maggiori del primo, mettendo in ginocchio l’intero mondo dei media britannici. A essere coinvolti potrebbero quindi non essere soltanto i giornali di proprietà di Murdoch ma anche molte altre testate rimaste finora nell’ombra. Se così fosse verrebbe dimostrato ciò che in molti giornalisti dicono da tempo in Inghilterra e cioè che la pratica delle intercettazioni illegali era pratica ben nota e diffusa all’interno di tutte le redazioni giornalistiche.

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