Tremonti: "Pomigliano è la strada giusta Manovra, prima mai fatta una così"

Il ministro alla Festa nazionale della Cisl: "La via giusta é quella dell'economia sociale di mercato. Paese con troppe regole". E a Epifani: "Parlo a una platea di uomini liberi e forti". Il leader Cgil replica: "Ma anche giusti...". Poi Tremonti aggiunge: "Vi sembra civile Paese che dà un punto di Pil a metà dei Comuni in base a criteri che nessuno conosce?"

Tremonti: "Pomigliano è la strada giusta 
Manovra, prima mai fatta una così"

Levico Terme (Trento) - Oggi "la via giusta é quella dell'economia sociale di mercato, la via giusta è giusta quella di Pomigliano". Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, parlando alla Festa nazionale della Cisl a Levico Terme.

Parole per Epifani "Ho detto che qui pensavo di parlare ad una platea di uomini liberi e forti...": così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si è rivolto al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, entrambi ospiti della festa. Tremonti aveva utilizzato questa frase aprendo il suo intervento a Levico Terme, riferendosi alla Cisl - che lo ha accolto tra gli applausi - e l'ha ripetuta quando è arrivato il leader della Cgil, mentre parlava dello stabilimento Fiat di Pomigliano. "Al sorriso di Epifani, rispondo con un sorriso", ha affermato Tremonti, salutandolo.

Che replica... "'Uomini liberi e forti' è una frase bellissima, la faccio anche mia ma ad una condizione: aggiungendo a 'forti' la parola 'giusti'... perché non mi piacciono i forti che fanno i forti con i deboli e i deboli con i forti". Così il segretario della Cgil, Epifani, ha risposto al ministro che si è rivolto alla platea citando le parole di don Luigi Sturzo. L'intervento di Epifani è stato accolto dagli applausi dei cislini.

"Manovra Illuminismo sui trasferimenti ai Comuni" "Sapevo che c'erano i trasferimenti dal ministero dell'Interno ai Comuni, avevo idea degli importi, ma non del meccanismo. Adesso, lavorando alla manovra, lo sto scoprendo. La manovra è una specie d'Illuminismo sui dati", ha poi detto Tremonti. "E non ero l'unico a non sapere - ha proseguito -. Anche il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, non sapeva. Abbiamo 8.000 Comuni e il ministero dà a 4.600 Comuni quasi 16 miliardi di euro, in base a criteri stratificati, amministrati da tre funzionari. Vi sembra civile Paese che dà un punto di Pil a metà dei Comuni in base a criteri che nessuno conosce? La discussione con l'Anci - ha chiuso poi sulla questione il ministro - sta andando avanti positivamente, anche se ovviamente all'inizio anche l'Anci, come tutte le parti in causa, si è fatta sentire".

"Nessuna critica ai funzionari ma ai legislatori" Il ministro dell'Economia ha ispiegato poi che la critica era "sulla non trasparenza, non razionalità di un sistema di leggi che si sono stratificate, a partire dagli anni '70, nell'architettura dei trasferimenti. Un sistema opaco, che non sta in piedi".

Paese con troppe regole "Questo è un Paese che fa quattro chilometri di Gazzetta Ufficiale l'anno, un chilometro quadrato di regole all'anno. Abbiamo una quantità impressionante e crescente di regole, che hanno l'effetto di un blocco oltre il bisogno, di una ragnatela, che fa anche paura", ha aggiunto, sottolineando la presenza di un "labirinto di leggi", in Italia ma anche in Europa.

"Quest'anno l'ultimo delle Finanziarie nazionali" "Le politiche economiche si faranno nello stesso tempo dell'anno, nello stesso modo tutti insieme. Non ci sarà più un Paese che fa le sue scelte diverse dagli altri". "Quello che forse non si vede ancora, ma è chiarissimo", ha infatti affermato Tremonti, è "che è in atto una colossale devoluzione di poteri dalle nazioni all'Europa".

"Manovra di impegno e coraggio" "Abbiamo fatto un decreto di grande impegno e coraggio. Un decreto utile di grande rilievo e importanza, ispirato anche al discorso che abbiamo fatto con il sindacato", ha poi spiegato il ministro parlando della manovra economica. "Abbiamo cercato di disegnare la manovra - ha aggiunto - nel modo socialmente meno incisivo, meno negativo possibile. E' una manovra complessa, tuttavia abbiamo lasciato fuori la sanità e molte altre voci sociali". Il ministro dell'Economia ha inoltre sostenuto che "mai un governo ha fatto un decreto come questo, altri erano pappa e ciccia con la Svizzera o con San Marino; altri invece facevano le grida e non i fatti. Noi abbiamo fatto un decreto di grande impegno e coraggio".

"P.a., nessun taglio selvaggio" In Europa "molti Paesi hanno tagliato l'organico o gli stipendi pubblici in modo selvaggio, noi abbiamo pensato che fosse ragionevole un meccanismo di sospensione e congelamento per tre anni" dei contratti nel pubblico impiego. "Se tutto va bene fra tre anni ci saranno dei contratti un po' buoni".

Manovra, Bonanni: correzioni possibili Pesa su lavoratori e pensionati e non colpisce il privilegio. Ma c'é di più: potrebbe non bastare, potrebbe essere necessaria una seconda manovra. Epifani conferma il suo no. E se la bocciatura del leader Cgil è netta, sfumato è il giudizio di Bonanni, che parla di correzioni possibili e che si 'impenna' solo di fronte a quelli che chiama "giochetti stupidi" fatti da "quelli che dicono che la Cisl è appiattita sulle posizioni governative". Come la Cgil. Tutti protagonisti una tavola rotonda a cui hanno partecipato anche il vicepresidente della Confindustria, Alberto Bombassei, e il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. "La manovra - ha detto invece Bonanni - non tocca la spesa sociale e contiene segnali importanti, come quelli per il Sud. Poi ci sono punti che non ci piacciono affatto, come quello sulla scuola. La verità - ha continuato - è che in altri Paesi europei, come in Germania, hanno tagliato il salario e l'indennità di disoccupazione. E' indispensabile, nei momenti di crisi, trovare soluzioni condivise e se troviamo una soluzione alla vicenda della scuola, riteniamo che la partita possa essere gestita con molta soddisfazione da parte nostra". Meno ottimisti i toni di Enrico Letta. "Il governo ha mostrato un po' di timidezza o in alcuni casi è stato troppo pigro nel trovare soluzioni per reperire risorse. La manovra manca di equità e di spinta per la crescita e noi lavoriamo a questo. Ci sono molte modalità per trovare risorse e abbassare le tasse. Un esempio sono le privatizzazioni, un altro abolire le Prefetture, unificandole con le Questure". Tutti d'accordo sul fatto che serva la riforma fiscale. E in fretta. "Tutto sommato è già disegnata - ha detto Bonanni - ma la faremo davvero se tutti ci parteciperanno". Alleviare il peso del carico fiscale per lavoratori e pensionati è l'indicazione che, con qualche distinguo, accomuna tutti.

Il leader Cgil: Fiat, servono investimenti In attesa del Comitato centrale di domani convocato dalla Fiom - che venerdì sera non ha firmato il documento proposto dal Lingotto respingendolo come un 'diktat' - Epifani non si sottrae al confronto. E riconosce che "Pomigliano non ha alternative. Napoli non ha alternative sul suo territorio. Servono occupazione, sviluppo e investimenti". Perché, spiega, "se non dicessimo questo saremmo in contrasto con tutto ciò che abbiamo fatto in passato, con gli scioperi, le mobilitazioni con i giovani, con la Chiesa. Già altre volte la Fiat aveva ipotizzato la chiusura, ma siamo sempre riusciti a fare restare la produzione", dice ancora, chiedendo di "non dimenticare neppure Termini Imerese. Nemmeno qui c'é altro" Si schiera apertamente, invece, dalla parte dell'ad della Fiat, il vicepresidente di Confindustria con delega alle relazioni industriali, Alberto Bombassei: "Capisco Marchionne nella sua estrema chiarezza e poca diplomazia, nel dire che si può investire in Italia solo con determinate garanzie", afferma anche lui dal palco della Cisl parlando dell'accelerazione della globalizzazione. "Da italiani, in ogni caso - aggiunge - è evidente che speriamo si possa investire in Italia". Domani si conosceranno il "giudizio approfondito" della Fiom e le decisioni "necessarie" che il sindacato delle tute blu della Cgil deciderà di assumere. 

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