«Trent’anni di clientele: adesso basta»

Raffaele Lombardo, governatore di Sicilia, com’è che vi siete accorti che 21mila dipendenti sono un eccesso?
«Ventunomila? È una cifra ottimistica, con i precari sono anche di più. Non siamo diventati santi improvvisamente, è che non si può più andare avanti così. Serve una rivoluzione che riporti la Sicilia alla normalità. C’è un eccesso di personale in tutti i campi».
Come si è arrivati a questi livelli di spreco?
«Questa situazione è figlia di almeno trent’anni di favori, di clientele. Abbiamo assunto gli amici e abbiamo costretto i non amici a cercare lavoro lontano. Adesso basta».
Lei dice «abbiamo», appunto. È governatore da un anno ma fa politica da tempo. Come mai ha cambiato rotta?
«C’è un bilancio che è al dissesto. Non intendo contrarre mutui, il federalismo fiscale incombe. I tempi di oggi impongono piani di rientro in ogni settore».
Se, come dice lei, questo sistema si è retto sulle clientele, non teme di perdere consenso scardinandolo?
«Preferisco correre il rischio di perdere consenso che continuare a fare danni a questa terra. Io credo che i siciliani siano maturi, il processo è avviato».
Il Parlamento siciliano sarà del suo stesso parere?
«Si sta facendo strada nella coscienza dei deputati la necessità di risanamento e di riforma. C’è una riqualificazione del consenso in direzione della politica con la “p” maiuscola».
Ce la farà?
«Sto incontrando molte resistenze, non so se riuscirò o se mi “faranno fuori”. Ma che questo governo duri sei mesi, un anno, tre anni e mezzo andrò avanti, anche a costo di pestare molti calli».
La riforma che state proponendo è rivoluzionaria. L’obiettivo è ridurre il personale a metà...
«Se ne serve metà sarà metà, se ne basta un quarto diventerà un quarto. Non ci sarà nessun taglio di teste, ma il personale dovrà essere impiegato al meglio».
Una Sicilia che spreca tanto come fa poi a chiedere soldi al governo nazionale?
«L’importante è invertire la marcia, stiamo facendo la nostra parte. Il presidente del Consiglio Berlusconi dice che vuole battere la mafia, che pensa a una fiscalità di vantaggio, che vuole un Ente che rilanci il Sud. Possiamo non fare la nostra parte? Il divario si accorcia se si fanno passi avanti da entrambe le parti. E noi stiamo facendo il massimo, a cominciare dal settore della sanità».
Il suo governo è riuscito a evitare il commissariamento...
«Non solo. Proprio oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo presentato i nuovi manager. Sono 17 persone, tutte nuove, che sono state scelte dalla giunta. Non c’è stata nessuna riconferma, nonostante le pressioni politiche. Anche questo, per la Sicilia, è rivoluzionario»
Un ex democristiano che fa il governatore leghista...
«Oggi si sono messe da parte le finte ideologie e si guarda, oltre che al cuore, al portafoglio. Ho rabbia per le risorse sprecate e saccheggiate, non possiamo più permettercelo, abbiamo il federalismo puntato alla tempia: o siamo virtuosi o affondiamo».

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