Triennale, 60 lampade fanno luce sulla «Space age»

Il Design Museum presenta una selezione lampade da tavolo progettate e realizzate negli anni a cavallo tra la fine dei Sessanta e l'inizio dei Settanta, l'epoca della scoperta dello spazio. In mostra luci d'autore e anonime, che raccontano comunque un pezzo di storia

Triennale Design Museum presenta una selezione di oltre sessanta lampade da tavolo progettate e realizzate negli anni a cavallo tra la fine dei Sessanta e l'inizio dei Settanta, nella stagione ribattezzata dalla storiografia del design come "Space Age". La «Space Age Lights. Tra gusto pop e desiderio di avanguardia» a cura di Gianluca Sgalippa (Catalogo Electa) ha aperto ieri al pubblico e sarà visibile fino al 5 settembre 2010. Lampade testimoni della storia: la «Space age» è l'epoca dei grandi mutamenti sociali, ma anche l'epoca in cui la politica internazionale e l'immaginario collettivo erano focalizzati sulle conquiste spaziali come approdo di una modernità feconda e realmente progressista.
Più precisamente si indicano come «Space Age» gli anni tra il 1961 e il 1974, fortemente influenzati dalle prime conquiste spaziali. In particolare, il design accentuò la sua ricerca verso nuove forme e nuovi materiali, tra i quali i diversi tipi di plastiche. Le lampade ebbero una parte importante in queste creazioni, in quanto la diramazione della luce era considerata già in se stessa uno degli emblemi della «Space age». Alcune lampade che si stagliavano nello spazio, apparivano quasi ispirate a «portare la Luna in salotto», come affermavano le pubblicità dell'epoca. Si cimenteranno in questo campo molti tra i maggiori designer tra i quali Joe Colombo, Vico Magistretti, Gino Sarfatti, Giotto Stoppino. Tuttavia, tra la sessantina di lampade esposte, ne sono state scelte anche diverse, di cui sono sconosciuti l'autore e anche la fabbrica, ma che hanno aspetti stilistici rilevanti. Ed è proprio il loro anonimato, accompagnato dal basso costo, a dimostrare la diffusione dei principi ispiratori della «Space Age».
Obiettivo della mostra analizzare un filone del design che ha inciso, in senso sia iconografico che comportamentale, sui modi di abitare e di organizzare il paesaggio domestico. In particolare, l'esperienza dei viaggi spaziali extraterrestri ha esercitato forti suggestioni sulla generazione successiva del design, esemplificate principalmente dai lavori avveniristici di area giapponese e dai prodotti elettronici.
Triennale di Milano, viale Alemagna Orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì 10.30-23.00, venerdì (fino al 30 maggio) 10.30-23.00. Ingresso libero

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