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Il trionfo del BookTok. Seduce i giovani tanto da staccarli dagli smartphone

Ormai è un fenomeno consolidato che vale milioni di euro e salva l'editoria

Il trionfo del BookTok. Seduce i giovani tanto da staccarli dagli smartphone

Su un campo da hockey o in sella a un drago, in università o durante le guerra civile cinese. Poi oggi, in un passato difficile da immaginare o un futuro quasi irrealizzabile. Insomma, non importa dove, come e quando, ma sicuramente ci saranno due personaggi destinati a stare insieme. Ecco riassunto in poche parole il genere romance. Le trame sono diverse - o forse incredibilmente simili - con due personaggi che già sono amici, o nemici giurati, che per qualche motivo si trovano a condividere una stanza con un solo letto e nessuno dei due è disposto a dormire per terra.

Il genere romance sta seguendo esattamente la traiettoria immaginata da Umberto Eco che aveva definito i libri di Liala (la madre italiana del genere) la vera cultura popolare. Oggi i romanzi rosa rappresentano proprio questo. Intere generazioni, si, anche e soprattutto le più giovani, che mettono da parte il telefono e decidono di perdersi nelle pagine di libri che raccontano l'amore. Immaginare i giovani senza un telefono in mano è irrealistico e, in effetti, anche per approcciarsi al mondo dei libri, lo smartphone ha giocato un ruolo cruciale.

Il motore della rinascita della carta stampata si chiama infatti BookTok, o meglio #BookTok, il sottomondo letterario di TikTok capace di trasformare un video di quindici secondi in un successo editoriale da milioni di copie. L'hashtag ha ormai superato i 370 miliardi di visualizzazioni, con oltre 50 milioni di video creati. E il dato più interessante? Il 45% degli utenti dichiara di aver acquistato un libro dopo aver visto un video in cui veniva consigliato.

E i numeri del 2025 certificano che non si tratta di una bolla passeggera, ma di un ecosistema che veramente parte dagli schermi per finire nelle librerie di milioni di ragazze (e ragazzi). Secondo le stime la book community di TikTok, solo in Europa, ha spinto la vendita di oltre 50 milioni di libri nel 2025, traducendosi in un fatturato da ben 800 milioni di euro, con la Germania in cima alle classifiche. E l'Italia? Non è certo rimasta ferma a guardare: nel nostro Paese, il perimetro attribuito al #BookTok ha generato 41,4 milioni di euro nello scorso anno, portando in cassa la bellezza di 3,3 milioni di copie vendute. Gli italiani però non solo comprano libri romance, ma sono anche tornati a scriverli, abbracciando il lascito di Liala. Se inizialmente il fenomeno sembrava un'importazione guidata da bestseller d'oltreoceano, come Elle Kenned con la serie Off Campus, il fenomeno Romantasy di Rebecca Yarros, con Fourth Wing, o ancora il boom fiabesco - grazie alle penna di Sarah J. Mass - della saga di Una corte di spine e rose, oggi anche le firme Italiane stanno conquistando consensi, come anche le traduzioni in italiano. A confermarlo è il lancio, avvenuto proprio questa primavera, della prima #BookTok Bestseller List mensile ufficiale in collaborazione con i dati NielsenIQ: nella primissima classifica, ben 13 titoli su 20 portano la firma di autrici italiane (da Felicia Kingsley a Hazel Riley, fino a S. Stefania), segno di una capacità unica delle nostre scrittrici nel decodificare il linguaggio della piattaforma. O, per fare un altro esempio, Rizzoli ha lanciato una linea in collaborazione con la booktoker la Biblioteca di Daphne, che traduce in italiano alcune delle saghe romance più conosciute negli Stati Uniti.

Il libro, inoltre, ha smesso di essere un oggetto solitario, soprattutto nel caso dei romanzi rosa, passando da copertine che si preferisce nascondere, a un vero e proprio feticcio estetico da mostrare nei video e nelle librerie in salotto. Gli editori lo sanno e investono su edizioni deluxe: copertine foil, illustrazioni interne e sprayed edges (i tagli delle pagine colorati o decorati). Una scelta che ripaga anche la backlist: basta che un vecchio titolo di catalogo finisca nel trend giusto perché le sue vendite subiscano impennate verticali fino al 1600%. La prova del nove di questo legame tra pixel e inchiostro si consuma però anche dal vivo. Le code chilometriche che storicamente eravamo abituati a vedere per i grandi nomi della saggistica o i premi Strega, oggi si sono spostate, raddoppiate e ringiovanite. Negli ultimi giorni, i padiglioni del Salone del Libro di Torino sono stati invasi da migliaia di ragazzi con i libri sottobraccio, pronti a incontrare le loro autrici preferite nate e cresciute a visualizzazioni e passaparola digitale. Al punto che quest'anno, come era accaduto anche nel 2025, si è sviluppato un Salone parallelo, tutto dedicato al genere. Il Romance Pop Up, completamente sold out, ha ospitato oltre 66 autrici e più di 19mila persone. Cambia anche l'ambiente, invece del classico Lingotto Fiere, il popup è costruito all'interno dell'UCI cinema, ma nelle sale non ci sono proiezioni, ma conferenze. E fuori da ciascuna ci sono ragazze - e qualche ragazzo - che non vedono l'ora di entrare e conoscere le loro autrici preferite. La cosa più incredibile? Le giovani non hanno il telefono davanti agli occhi, ma libri aperti e si fermano a chiacchierare con sconosciuti di libri.

E se il romance è sempre stato considerato un romanzo di Serie B, forse proprio perché parla di amore adesso, come anche sottolineato durante la conferenza I romance oggi, il BookTok sta cambiando le cose. Il romanzo rosa continua a essere percepito come letteratura secondaria, ma almeno non è più fuori moda. Il genere del romance è ancora invaso da pregiudizi, forse perché viene letto da donne e scritto da donne, ma in questi libri non ci sono solo storie d'amore, ci possono essere anche talento narrativo e racconto. Sarebbe piuttosto da capire come mai molti libri che raccontano di storie d'amore, ma non cadono nella categoria romance, vengono invece considerati romanzi di Serie A.

Nel frattempo c'è una certezza: il romance non è più un guilty pleasure (una cosa che

piace molto, ma di cui ci si vergogna), il libro da nascondere sul fondo della libreria, ma diventa un nuovo baricentro dell'editoria contemporanea. E a Torino, la generazione che non leggeva si è fatta sentire con forza.

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