«Troppo pericoloso quell’incrocio tra via Capolungo e via Somma a Nervi»

Un problema di sicurezza per chi viaggia in auto nella zona di via Capolungo, a Nervi, è il tema di una lettera-appello che l’ingegner Angelo Bassi, residente nella zona, ha inviato al sindaco di Genova Marta Vincenzi. In particolare il punto riguarda la mancanza di un semaforo all’immissione della via Aurelia su via Somma.
«È molto vasto il quartiere che ha come unica possibilità di uscita la via a senso unico Capolungo-Aurelia - dice l’ingegner Bassi - e quindi di conseguenza il numero di auto che, specialmente la mattina e alla sera, percorrono questa strada per il raggiungimento del posto di lavoro e il rientro a casa. Senza contare poi il traffico del fine settimana verso e dalla Riviera e il transito del bus numero 17 e del 517 in servizio dalle prime ore del mattino fino alla sera».
Un automobilista che si immetta su via Somma da via Capolungo ha un visibilità estremamente limitata e favorita eventualmente da un unico specchio (indicato nella foto sopra inviata a noi e al Comune dal signor Bassi da una freccia rossa). Prosegue lo scrupoloso cittadino ricordando che «il pericolo di gravi incidenti deriva soprattutto dall’elevata velocità con la quale moto e auto attraversano la curva al cui centro ci si immette appunto da via Capolungo». «Non ho approfondito la questione - continua Bassi -, ma dai vari mazzi di fiori appesi al muro di cinta nel centro della curva incriminata si può dedurre che in passato si sono avuti purtroppo incidenti mortali». La riflessione del nostro lettore continua con un’altra osservazione: infatti a una ventina di metri dalla fatidica immissione delle due strade e in direzione di Bogliasco è installato un semaforo pertanto assolutamente invisibile per chi si appresta a immettersi in via Somma.
«Ma la sorpresa migliore - dice l’ingegnere - è quella che riguarda un secondo semaforo installato circa venti metri dopo il primo, sempre in direzione Bogliasco. Fatto che fa pensare che tali impianti siano stati installati assolutamente senza criterio». Di qui la richiesta al sindaco Vincenzi di affrontare il problema con l’ufficio comunale competente.

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