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Trump spiegato agli stolti

Trump viene criticato per aver scelto di affrontare l'Iran seguendo lo Stato ebraico

Trump spiegato agli stolti
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Allora, perché Trump ha attaccato l'Iran? Chiedetelo alla stampa o alle tv: ma perché è un delinquente imperialista. Ovvio no? Anzi sulla prima pagina del Corriere della sera Gramellini sogna di passare "un giorno da Sánchez" per dirgliene quattro sul muso. Chissà quanto sarebbero d'accordo le famiglie dei 50mila uccisi che ritengono, come Trump, che il regime iraniano debba finire nella pattumiera della storia. Ma così la vede la maggior parte dell'informazione: prepotente e imperialista Trump, a ruota quel genocida di Netanyahu. Il Financial Times spiega: Trump ha attaccato perché i dittatori cambiano idea a capriccio, come dice anche il titolo dell'editoriale. La scelta è vuota, priva di scopo, suo è l'imperialismo sul quale l'Europa dal tempo della guerra fredda è abituata ad andare in piazza. Per l'opinione "antimperialista" non è vero quello che è provato da decenni, che l'Iran ha costruito una macchina di aggressione pronta ad attaccare le città d'Europa e gli Usa. Per i sapientoni è tutta una balla, non esistono i missili balistici, non l'uranio arricchito e comunque si può sempre fare un accordo, no? Invece di raccontare la storia si vuole educare alla fede di Trump imperialista e Israele colonialista. Censurata la dittatura fanatica che dal 1979 perseguita i cittadini fino alla morte di massa e promette di distruggere Piccolo e Grande Statana.

Le Monde spiega che Trump attacca per bellicismo, non ne avrebbe nessun motivo, le sue accuse non sono "supportate da prove". Ma anche il capo dell'Aiea Grossi dice che quei 460 kg di uranio arricchito stanno per diventare atomiche e Witkoff lo certifica dalla tavolo dove Aragchi minaccia di passare alle 11 bombe, forte dell'alleanza a base di droni con la Russia, dallo sfondo cinese. Ma piace a Liberation, come al Times immaginare che il regime sia indistruttibile, che l'Iran degli ayatollah sia "resiliente", anzi, forse parte dell'asse della resistenza, si è pronti a confezionargli un cappottino di diritti umani. Ma come, Trump aveva detto che avrebbe fatto la pace, ma questa è guerra, strilla il coro: non riesce a immaginare che una guerra di necessità può evitare quella di aggressione che ti uccide e si può puntare a un fronte fra Occidente e Paesi colpiti dall'Iran che non si era mai visto. Sánchez permettendo.

Ma ecco la grande accusa: Trump viene criticato per aver scelto di affrontare l'Iran seguendo lo Stato ebraico. Trump ha spiegato che non è vero: lui è alla testa. Dà molta noia che Pete Hegseth abbia testimoniato che è "rinfrescante combattere spalla a spalla con un alleato così capace": combattere per gli ebrei, insieme agli ebrei ormai grandi soldati, anche perché, oltre al tuo pericolo senti l'oltraggio morale, ripetuto nei secoli della minaccia della loro eliminazione. Vuoi che Israele stia forte e potente? Questo sì che non piace a Le Monde e compagnia. Combattere per salvare gli ebrei fu decisione lenta e difficile ai tempi della Shoah, e fu essenziale per salvare l'Europa intera.

Adesso, combattere fianco a fianco con il loro esercito è impossibile agli occhi di chi non li può soffrire. E Trump non si è nascosto dietro di loro. Combatte e insieme chiama il popolo iraniano a riconquistare la libertà. Magnifica, inammissibile scelta per l'Europa. Troppo complessa.

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