Tursi costretto a presentare un nuovo Puc

Tursi costretto a presentare un nuovo Puc

(...) che un Governo si rifiuti di onorare un impegno sottoscritto? Questo è ancor più grave se dovesse passare il principio contenuto nella sentenza che un accordo di programma può essere modificato unilateralmente dal Governo con successivi provvedimenti normativi. Se così fosse - insiste il presidente dell’Authority - è chiaro che d’ora in poi nessuno, io per primo, siglerà accordi di programma». Ma la parte che Merlo definisce davvero «clamorosa» è la motivazione: «Il contributo sarebbe stato sostituito con l’entrata in vigore della legge finanziaria 2007 che prevede l’autonomia finanziaria dei porti, ma la previsione contenuta nella Finanziaria è lettera morta, tanto che questa rimane oggi la principale battaglia che stanno conducendo i porti italiani. Se a ciò - conclude il presidente di Palazzo San Giorgio - si aggiunge il fatto che sono state cancellate le risorse per le manutenzioni e si fa riferimento alla tassa di ancoraggio per la quale il Governo ha dato alle Autorità portuali la facoltà di abolirla, il quadro della beffa è completo. Presenteremo ricorso al Consiglio Stato, ma a questo punto sono costretto ad esplorare ogni eventuale possibilità di annullamento totale dell’accordo di programma. I 70 milioni di euro sono indispensabili per realizzare infrastrutture fondamentali quali la sopraelevata portuale e l’autoparco».
Sul fronte del Puc, intanto, si mobilitano i gruppi consiliari di Pdl, Lega e La Destra che, in un comunicato unitario, mettono in rilievo «i gravissimi vizi procedurali delle amministrazioni di sinistra. Vizi, a suo tempo evidenziati dall’opposizione, che ora rischiano di causare gravi danni economici ai cittadini, in particolare alle imprese di costruzione e dell’indotto. Il centrodestra, pertanto - aggiunge la nota - per senso di responsabilità si asterrà da condotte ostruzionistiche nei confronti dei futuri atti che l’amministrazione adotterà per rimediare al suo errore». In sostanza: appoggio a misure urgenti che scongiurino il caos. Dal canto suo la giunta Vincenzi si è riunita ieri pomeriggio e ha deciso di proporre la riadozione del Puc al prossimo consiglio comunale. «La giunta ha assunto una delibera che al più presto sottoporremo al consiglio - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Mario Margini -. Anche se pensiamo che la sentenza possa essere interpretata in modo diverso, in via cautelativa proporremo questo nella Sala rossa». Sull’ipotesi di annullamento parziale del Puc, Margini aggiunge soltanto: «È un’interpretazione» senza voler aggiungere altro.
Sull’argomento interviene anche l’onorevole Roberto Cassinelli, Pdl, secondo il quale la bocciatura del Puc «certifica il naufragio di una classe politica che ha danneggiato Genova, la sua economia ed i suoi cittadini. La situazione è gravissima, - sottolinea Cassinelli - e la città rischia di essere travolta dalle inefficienze di una amministrazione che affonda le sue radici in tempi antichi». Prende posizione anche il professor Carlo Castellano, presidente del Dixet, per smentire qualsiasi conseguenza della sentenza del Tar sullo sviluppo del progetto-Erzelli, villaggio tecnologico: «È tutt’altra faccenda, che riguarda il Ptc regionale. Nulla a che fare col Puc». Infine, si fa sentire la Regione tramite Marylin Fusco, vicepresidente della giunta e assessore all'Urbanistica, per la quale «l’annullamento del Puc da parte del Tar è solo parziale, mentre il Comune ritiene che sia totale e riguardi tutto il piano. A seconda della linea che condivideremo adotteremo le soluzioni migliori». Una dichiarazione canonica, se qualcuno avesse ancora dei dubbi, su come le amministrazioni siano pronte ad affrontare l’emergenza con la dovuta tempestività...

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