Tutti d’accordo sulla proposta di legge senza sapere che è targata Casa Pound

(...) E sì, perché quel navigatore supernavigato di Plinio, aduso ormai a tutte le schermaglie della politica, ha sorvolato sul fatto che la proposta «Tempo di essere madri» porta il copyright di Casa Pound. Come dire: il centro sociale etichettato di estrema destra, o meglio neofascista, che, tanto per dire, negli ultimi anni si è reso protagonista delle clamorose proteste studentesche in piazza contro la riforma Gelmini e del blitz nello studio Rai di «Chi l’ha visto» in via Teulada a Roma contro la conduttrice Federica Sciarelli. È sempre la stessa «Casa Pound», però, che ha organizzato iniziative come la raccolta di giocattoli per i bambini sopravissuti alla tragedia di Beslan, e la presentazione del libro «Patrie Galere» dell'ex-brigatista Valerio Morucci (cui ha partecipato anche il giornalista Giampiero Mughini, già direttore del giornale di Lotta Continua). Sia come sia, è possibile che, se Plinio avesse rivelato la paternità della proposta sulla riduzione dell’orario di lavoro ai genitori, ci sarebbe stato qualche distinguo, se non qualche improvviso mal di pancia in determinati schieramenti che avrebbe potuto vanificare l’esito dell’impresa. Il consigliere del Pdl, insomma, ha detto la verità, ma non tutta la verità. Ma mica eravamo in tribunale. E poi, il fine giustifica i mezzi: in Casa Pound e anche in casa Pd, Verdi, Idv e Rifondazione e oltre.
A cospetto di tanto blitz, tutto il resto dell’ordine del giorno in Consiglio regionale rischia di passare in seconda linea. Come il risanamento dell’ex cava «Fossa di Lavagnin» a Pontinvrea (garantito e mai attuato), e i problemi del canile di Monte Contessa a Sestri Ponente. Qui, ancora Plinio ha chiesto alla giunta di attivarsi, con il Comune e le associazioni animaliste, per predisporre un piano di interventi di adeguamento della struttura per la quale la Regione ha speso 1 milione e mezzo (su un totale di quattro) «per eliminare i molti problemi denunciati da volontari e gestori»: mancanza di tettoie nelle gabbie degli animali, scarsa illuminazione, ridotta capienza e spazi esigui a discapito degli animali e assenza di collegamenti con bus Amt. Infine, sono riemerse le difficoltà del «118»: un combattivo Remo Benzi, ex comandante-poeta della polizia municipale, ha guidato i volontari del soccorso di via Fenice e perorato la causa - promesse non mantenute, aiuti e rimborsi a singhiozzo - di fronte ai capigruppo dei partiti, all'assessore Claudio Montaldo e al presidente dell’assemblea legislativa Mino Ronzitti. Tutti hanno concordato su tutto. Ma l’ormai imminente fine del ciclo amministrativo, chissà perché, ha fatto affiorare qualche dubbio.
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