Letteratura

"Tutti i sentieri delle metropoli si fanno a piedi"

Come si può raccontare i luoghi visitandoli ce lo racconta in maniera affascinante lo scrittore ed architetto Gianni Biondillo nel suo agile e divertente pamphlet Sentieri metropolitani

"Tutti i sentieri delle metropoli si fanno a piedi"

Come si può raccontare i luoghi visitandoli ce lo racconta in maniera affascinante lo scrittore ed architetto Gianni Biondillo nel suo agile e divertente pamphlet Sentieri metropolitani. Narrare il territorio con la psicogeografia (Bollati Boringhieri). Biondillo nei suoi romanzi dedicati all'ispettore Ferraro ha raccontato in maniera profonda una città come Milano attraverso le sue vie, le sue piazze, le sue tangenziali. Ma le sue visioni non sono mai state astratte né puramente contemplative perché in quei luoghi non solo Biondillo c'è stato ma ci ha anche portato fisicamente i suoi personaggi e i suoi lettori. Da sempre non guida l'auto e visita i luoghi a piedi, permettendosi di studiarli e osservarli nella loro complessità. Ed è lui stesso a spiegarci l'origine di un libro nato proprio camminando. Un percorso in cui «ho messo per iscritto più di un decennio di ragionamenti attorno al tema organizzandoli in una sorta di manuale di istruzioni che ci aiuti a capire il ruolo del cammino per la scoperta del paesaggio».

Cos'è la psicogeografia?

«Se la Geografia è il modo in cui l'uomo modifica e disegna l'ambiente, la Psicogeografia è il modo in cui questo ambiente modificato modifica noi. In pratica è un continuo dialogo fra paesaggio e mente. La parola è stata inventata dall'Internazionale Situazionista. Nasce come performance artistica, oggi è una disciplina che interessa l'urbanistica, la sociologia, la letteratura, la filosofia, l'economia».

E i sentieri metropolitani?

«Delle tracce urbane da attraversare alla ricerca non del percorso più breve ma del più interessante. Hanno un aspetto narrativo, sono veri e propri racconti, esperienze di consapevolezza urbana da fare a piedi».

Come ha scelto i video racconti che arricchiscono il volume?

«Li abbiamo scritti e prodotti, grazie anche al talento grafico di Umberto Torricelli, per l'Accademia dei Sentieri Metropolitani, una realtà che mette in rete le reti metropolitane dei camminatori europei (andate a visitare il sito)».

Che rapporto ha con Milano?

«Milano è un purgatorio urbano dove i cittadini corrono incessantemente come dovessero espiare chissà quale colpa. La amo e non potrei farne a meno, ma so anche che deve cambiare le sue abitudini per migliorare la qualità della vita».

Perché camminare cambia lo sguardo sul paesaggio?

«Perché siamo antropologicamente programmati per il cammino. Il battito del cuore ha lo stesso ritmo del passo. Usare lo spazio pubblico significa scoprirlo, magari riscontrando le brutture, gli errori, per poi prendercene cura».

Non ha mai pensato di prendere la patente?

«No, a Milano non serve. E neanche all'ambiente».

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