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Enzo Miccio a Ciao Maschio: "Mio padre? Nella pratica piuttosto assente. Mi è mancata una sua carezza"

Il wedding planner e volto tv si racconta a Nunzia De Girolamo. "Non sono mai andato al mare con lui. Ha condizionato il mio modo di amare"

Enzo Miccio a Ciao Maschio: "Mio padre? Nella pratica piuttosto assente. Mi è mancata una sua carezza"
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Il wedding planner e volto tv si racconta a Nunzia De Girolamo tra affettività, carezze mancate e paura della solitudine: «Non ho mai avuto un “bravo”. Prima di dare un bacio o una carezza mi faccio mille pensieri».
Nel corso dell’intervista, Miccio riflette sulle radici della propria affettività: «Noi siamo quello che siamo stati in famiglia». Poi racconta di essere cresciuto in una famiglia “normalissima”, ma con poche manifestazioni esplicite d’amore: «Poche smancerie, poche manifestazioni d’amore, non la carezza facile, non il premio». E aggiunge: «Io sono stato sempre promosso, ma non ho mai avuto un regalo. Mai avuto un “bravo”».
A Nunzia De Girolamo, che gli chiede se qualcuno abbia condizionato la sua idea dell’amore, Miccio spiega che nella sua famiglia l’affetto c’era, ma veniva espresso più nella quotidianità che attraverso gesti o parole affettuose: «La parola affetto si dimostrava nella quotidianità, ma non proprio con i gesti, non con la parola affettuosa». Non genitori freddi, precisa, ma «misurati», poco abituati alla manifestazione fisica dell’amore. Le carezze, racconta, arrivavano ogni tanto dalla madre.
Il nodo più profondo riguarda però il padre. «Sicuramente ho avuto una figura di un padre molto presente come figura, nel senso che lo si sentiva anche quando non c’era, ma in effetti poi nella praticità piuttosto assente», confessa Miccio. Un padre di “vecchio stampo”, racconta, convinto forse che il ruolo paterno fosse soprattutto quello di lavorare e portare avanti la famiglia.
Miccio non gli attribuisce colpe: «Non gliene faccio una colpa, perché erano quelli i mezzi che aveva a disposizione per educare i suoi figli e l’ha fatto nel modo migliore». Ma riconosce una mancanza che ha lasciato il segno: «Sicuramente mi è mancata una sua parola affettuosa, una carezza». E aggiunge: «Semplicemente andare al mare la domenica insieme. Non siamo mai andati. Mai andato al mare con mio padre è una roba strana».
Alla domanda di Nunzia se tutto questo abbia condizionato il suo modo di intendere l’amore, Miccio risponde senza esitazione: «Sicuramente sì». E spiega che quella formazione affettiva ha inciso anche sulle sue relazioni sentimentali: «Anche nelle manifestazioni che io elargisco ai miei compagni, ai miei partner, sicuramente sono molto attento». Oggi, dice, sta provando a cambiare e a lavorare su se stesso, ma ammette: «Prima di alzarmi, venire a darti un bacio, farti una carezza, mi faccio mille pensieri».
Nel finale, il racconto si apre alla paura più intima: quella della solitudine. «Alcune paure sono superate, non tutte», confessa Miccio. E quando Nunzia gli chiede quale paura non vada via, risponde: «C’è sicuramente la paura di rimanere solo». Una paura legata anche all’idea di non avere una famiglia “classica”, con figli e un compagno fisso: «Questa è una cosa alla quale io penso sempre. Per fortuna in questo momento io non sono solo».


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