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L’avvocato Guerrieri torna a indagare per quattro sere

Nuova serie su Raiuno per il personaggio inventato da Carofiglio e interpretato da Alessandro Gassmann

L’avvocato Guerrieri torna a indagare per quattro sere
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Leggeva i suoi romanzi, e nel figurarselo, non lo pensava simile a sé.
«Nella mia immaginazione non lo vedevo mai con la mia faccia -racconta Alessandro Gassmann- Ma poi, quando hanno proposto proprio a me d’interpretarlo, mi ci sono subito ritrovato». Da lettore assiduo dei libri di Gianrico Carofiglio, Gassmann ama da sempre il suo avvocato Guerrieri: «Di lui mi affascinano i difetti e le fragilità, che non nasconde mai. Non ha paura di piangere o di chiedere scusa, quand’è necessario. Per un attore la fragilità di un personaggio è il suo lato più interessante». Così Guerrieri – la regola dell’equilibrio (serie in quattro puntate tratta dai romanzi dell’ex magistrato Carofiglio, su Raiuno da lunedì 9 marzo, per la regia di Gianluca Maria Tavarelli) è diventato un interessante banco di prova, per le capacità interpretative dell’attore.
«Ho attinto a mani piene alle mie stesse fragilità, che non esprimo in pubblico ma di cui non mi vergogno». Ambientato in una Bari spesso notturna, Guerrieri racconta i casi dibattuti dall’omonimo avvocato: la misteriosa sparizione di un ragazzo, l’omicidio di una ricercatrice biologa, il ritorno di un uomo dal I I proprio passato, le accusa di corruzione ad un magistrato. La “regola dell’equilibrio” cui allude il titolo è quella fra il lavoro del protagonista, consacrato alla ricerca della verità, e la sua vita privata, dominata invece dal «dramma comune dell’imperfezione umana» (come lo definisce Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction). Ed è anche l’equilibrio fra il genere legal, con scene di dibattimento nelle aule giudiziarie, e gli accenni di commedia che si presentano durante l’azione: «Perché anche nella vita può capitare di ridere o sorridere nei momenti più seri -riflette Gassmann- E questo è appunto ciò che rende Guerrieri una serie credibile».

Quanto alla coincidenza che vede un magistrato protagonista su Raiuno nei giorni che precedono il referendum sulla giustizia, Gassmann dichiara «Guerrieri non è una serie politica, i romanzi sono stati scritti in tempi non sospetti».

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