Da Unicredit un salvagente per le Pmi

INTESA Il gruppo bancario firma un protocollo con le associazioni di artigiani e commercianti

RomaAllungamento dei piani di ammortamento fino a 5 anni, finanziamenti personali per gli imprenditori in difficoltà, prestiti e misure per sostenere esigenze di cassa. Dopo la «boccata di ossigeno» della moratoria dei debiti per le Pmi voluta dal ministro Tremonti, Unicredit ha firmato con quattro delle organizzazioni più rappresentative dell’artigianato e del commercio, l’intesa per realizzare un’altra iniziativa, questa volta destinata a 10mila imprese piccolissime. Quasi tutte sotto i 20 dipendenti, ha spiegato Roberto Nicastro, deputy ceo dell’istituto bancario. Si chiama «Sos Impresa Italia» perché è destinata alle aziende che rischiano la chiusura.
«Se nella prima parte dell’anno il sistema economico aveva oltre 40 di febbre, adesso è in miglioramento ma non è ancora sfebbrato. L’operazione - ha aggiunto Nicastro - alla fine avrà una cubatura non lontana da un miliardo di euro».
Alla presentazione, oltre al banchiere, erano presenti: Giorgio Guerrini presidente Confartigianato, Ivan Malavasi presidente Cna, Giacomo Basso presidente Casartigiani e Luciano Gaiotti vice direttore generale Confcommercio.
Le confederazioni delle imprese avranno un ruolo nell’individuare le situazioni di disagio. Nei prossimi giorni verranno create 80 task force (30 regionali e 50 provinciali) che prenderanno in esame i casi di imprenditori in difficoltà. Ne faranno parte gli specialisti delle banche e quelli dei Confidi che fanno capo alle associazioni. Le task force aiuteranno la banca nella concessione di finanziamenti e nelle individuazioni delle imprese che dovessero avere necessità di una ristrutturazione delle linee di credito.
L’idea è quella di superare certe rigidità e automatismi che in tempi di crisi rischiano di strozzare le imprese. «La procedura di accesso al progetto sarà molto snella e va a rimuovere le rigidità di Basilea 2 - ha spiegato Guerrini -. Bisogna dimostrare che il credito alle piccole imprese è soffocato da questi regolamenti così rigidi e da questa burocrazia. Bisogna dare ossigeno all’impresa vera, all’impresa radicata nel territorio, a quelle oltre 4 milioni e mezzo di imprese italiane che sviluppano la propria attività e danno lavoro agli italiani».
L’intesa prevede nel dettaglio gli interventi. Per quanto riguarda l’allungamento dei piani di ammortamento, possono arrivare fino a 5 anni rispetto alla durata originaria. È previsto anche l’accodamento alla fine del piano delle quote arretrate non pagate. Possibile, poi, sospendere per 12 mesi il pagamento delle rate per la quota capitale sostituite con rate di soli interessi. Poi mutui ipotecari concessi a titolo personale agli imprenditori; il consolidamento di passività a breve termine e prestiti partecipativi per rafforzare la situazione patrimoniale dell’azienda. Infine l’allungamento a 270 giorni della scadenze del credito a breve per sostenere le esigenze di cassa.

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