Un uomo li truffa e loro si vendicano pestandolo

Ad essere arrestati sono tre italiani di età compresa tra i 23 e i 27 anni

Avevano chiesto lui di fornirgli tre patenti false dietro il pagamento di 4500 euro, ma una volta dati i soldi si erano resi conto che i documenti erano contraffatti in maniera grossolana e di essere stati, quindi, truffati e a quel punto è scattata la vendetta con il sequestro e la violenza fisica.

Il giudice per le indagini preliminari li truffa, loro reagiscono e lo pestano in strada riducendolo in fin di vita del Tribunale di Roma, nei confronti di tre italiani ritenuti responsabili di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate e rapina nei confronti di un 41enne di Fonte Nuova.

I fatti sono stati ricostruiti dai carabinieri e risalgono al 2018 quando tre persone hanno preso i contatti con il 41enne chiedendogli di avere tre patenti contraffatte. Al momento della consegna e dopo il pagamento del servizio, però, gli acquirenti si sono resi conto di essere stati raggirati perché i documenti erano grossolani e malfatti e a quel punto hanno deciso di vendicarsi.

Hanno raggiunto il truffatore malmenadolo in strada davanti a numerose persone e poi lo hanno costretto a salire in auto trasportandolo presso l'abitazione di uno di loro dove, dopo avergli sottratto auto e cellulare, lo hanno aggredito brutalmente a pugni e calci per tutta la sera del 4 settembre, minacciandolo di morte. Infine i tre aguzzini hanno lasciato libero la vittima a patto che gli venissero restituiti i 4.500 euro più altri 20mila come risarcimento "morale". La vittima è riuscito poi a raggiungere il Policlinico Umberto I, dove i medici gli hanno riscontrato diverse lesioni gravi tra cui la frattura di alcune costole, per una prognosi superiore ai 40 giorni.

Da li sono scattate le indagini portate avanti dai Carabinieri della stazione di Mentana e quelli della Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo che, nonostante le difficoltà dovute alla mancata collaborazione della vittima, alla fine hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti dei tre aggressori che dovranno rispondere del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni personali aggravate e rapina.

Due delle tre persone coinvolte hanno dei precedenti penali e per loro le misure applicate sono la custodia cautelare presso il carcere di Rebibbia mentre per il terzo, incensurato sono scattati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Nell'ordinanza di custodia cautelare il Gip ha sottolineato “la brutalità delle azioni poste in essere dai sequestratori e la loro volontà di dare una lezione esemplare alla vittima anche alla presenza dei concittadini”.