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"Urbanistica: i giudici vanno in ordine sparso, ora regole chiare"

Borsellino e le famiglie senza casa: "C'è qualcosa che non va. La politica intervenga con una legge"

"Urbanistica: i giudici vanno in ordine sparso, ora regole chiare"
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La notizia del dissequestro dell'edificio di via Anfiteatro ha gettato ulteriore confusione tra le 4.500 Famiglie sospese, che vedono in apparenza trattamenti diversi per gli edifici sotto inchiesta. "Servono regole chiare, è evidente che se per uno un titolo edilizio è valido e per un altro no, se per uno un cantiere è sequestrato e per un altro no, per la Procura va messo sotto sequestro e per il tribunale del Riesame no, c'è qualcosa che non va - tuona Filippo Borsellino, portavoce del Comitato - e in tutto questo gli unici che stanno pagando per questa situazione siamo noi 4.500 famiglie e la città di Milano". Il riferimento è al dissequestro di via Anfiteatro "per cui - spiega Federico Oriana, presidente di Aspesi Unione Immobiliare - la giustizia amministrativa ha emesso una sentenza passata in giudicato che stabilisce come i titoli edilizi siano legittimi, mentre per via Fauchè, per cui il Comune ha ordinato l'abbattimento recependo la sentenza del Consiglio di Stato sono stati contestati abusi veri e propri (nel senso di irregolarità oggettive)". L'edificio non è stato completato nè abitato. "In via Anfiteatro non ci sono famiglie sospese perchè l'edificio era destinato all'affitto". A complicare la situazione, incide il corso della giustizia che ci mette anni per arrivare a compimento.

Sono tre le casistiche del "pasticcio dell'urbanistica", Park Towers e Torre Milano dove gli edifici sono stati realizzati, la compravendita è stata fatta, i legittimi proprietari sono entrati negli appartamenti e in seguito è partita l'inchiesta. C'è il caso di progetti mai partiti come via Savona 105 dove il Comune ha ritirato il titolo a costruire che aveva rilasciato, sulla scia delle inchieste della Procura, l'attività commerciale è partita ma non si è potuti arrivare alla compravendita e tutto è bloccato. E poi la terza tipologia di lavori bloccati a metà e messi sotto sequestro come le residenze Lac di via Cancano (e di Lepontina ma l'impresa è fallita). "C'è una parte della magistratura che ha il desiderio di mettere sotto sequestro mezza città, andando anche contro le decisioni del Consiglio di Stato. E c'è una parte di politica che se ne lava le mani e assiste a questo teatro dell'assurdo senza intervenire" attacca Borsellino. Così Oriana chiede a nome degli operatori immobiliari una legge sulla rigenerazione urbana che sia "sostenibile per gli interventi immobiliari e nell'interesse del recupero delle aree dismesse delle città italiane. Ancora più urgente un decreto legge che permetta di sbloccare la paralisi che si è creata. Se aspettiamo i tempi decennali della giustizia si rischia un disastro". Gli fa eco Gianmaria Radice, consigliere comunale di Italia Viva: "Quella che è mancata in primis è la politica nazionale con il blocco del Salva Milano.

Il Comune può fare alcune cose ma, senza un quadro nazionale, non si va da nessuna parte". Chiede di nuovo la convocazione del consiglio comunale straordinario sull'urbanistica con sindaco e assessore alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo, il capogruppo di FdI Truppo: "La tematica non è più differibile".

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