Un anno dopo la morte di Francesco, chi lo ha conosciuto lo sta ricordando in queste ore anche rivelando conversazioni e corrispondenze private. È il caso di Gustavo Vera, attivista di sinistra ed amico di Bergoglio sin dai tempi di Buenos Aires. L’uomo ha scritto un libro dal titolo “La amistad no se negocia” (“L'amicizia non si negozia” in italiano), pubblicando il contenuto di alcuni giudizi pronunciati privatamente dal Papa defunto un anno fa sulla situazione politica in Argentina.
La politica estera di Milei? Da lacché
Lo scambio tra i due rivela i toni poco diplomatici di Francesco quando si trattava di dover giudicare le politiche dei governi argentini. A finire del mirino del Pontefice e del suo amico è stata soprattutto la linea filoucraina della politica estera di Milei. Il presidente argentino si è schierato a sostegno della sovranità di Kiev ed ha rotto i rapporti con Mosca. A questo proposito, il Papa scrisse a Vera: “grazie mille per la sua email; mi ha dato molto su cui riflettere. E mi è piaciuto come ha descritto le reazioni di alcuni: ‘passi di danza da lacchè’”. In particolare, l’accusa poi si riferì al presunto appiattimento sulla politica estera del presidente Usa Donald Trump secondo quanto riferisce Vera nel suo libro che contiene almeno 600 conversazioni private.
Ma a Francesco piaceva poco anche la politica economica di Milei e per il piano di contenimento della spesa pubblica veniva giudicata “dura" rappresentando a suo dire “uno schiaffo in faccia alla giustizia sociale". “Le notizie che mi racconti mi rattristano. Con una situazione come questa, ci si chiede se riusciremo a superarla", ha scritto Bergoglio.
Rapporti pessimi con gli altri presidenti
I giudizi su Milei non sono senza precedenti. Francesco era solito criticare anche i suoi predecessori alla Casa Rosada. Nel 2014, ad esempio, se la prese con Cristina Kirchner “colpevole” di usare la sua immagine per accreditare il suo governo. “Trovo curioso che alcune persone che mi salutano all'udienza generale poi affermino di aver avuto un incontro privato: è una stranezza argentina?”, scrisse il Papa a Vera commentando l’episodio di un incontro con la delegazione in Vaticano della Kirchner presentatasi con più di 30 persone al cospetto del Papa.
Migliore il rapporto con Alberto Fernández che però si compromise nel 2020 quando l’allora presidente favorì la legalizzazione dell’aborto facendo sentire tradito il Pontefice. Pessimo invece quello con Mauricio Macri che il Papa accusava di “diffamare gli altri” tramite i media amici. Nel 2015 inoltre mise in guardia Vera dal rischio di “messicanizzazione” che a suo dire l’Argentina correva con Macri.
Bergoglio,
il primo Papa argentino della storia, è morto senza essere mai tornato nella sua patria dopo l’elezione al soglio pontificio e questo nonostante i numerosi viaggi apostolici in giro per il mondo compiuti fino all’ultimo.