Cani, gatti, conigli: quelle frasi "scomode" del Papa sugli animali

Da giorni Francesco viene criticato dagli animalisti per aver rimproverato una donna con un cagnolino. Ma non è la prima volta che accade...

Cani, gatti, conigli: quelle frasi "scomode" del Papa sugli animali

In più di dieci anni di pontificato, mai c'erano state così tante critiche a Francesco come in questa settimana. Almeno all'esterno della Chiesa. Colpa di un passaggio del discorso ai partecipanti alla terza edizione degli Stati Generali della Natalità pronunciato venerdì scorso. All'Auditorium di Via della Conciliazione, Bergoglio ha raccontato un episodio che gli sarebbe capitato quindici giorni fa al termine di un'udienza generale del mercoledì. Vale la pena riportare per intero il racconto che tante polemiche ha scatenato sui social e non solo:

"Sono arrivato davanti a una signora, cinquantenne più o meno - ha detto il Papa - saluto la signora e lei apre una borsa e dice: 'Me lo benedice, il mio bambino': un cagnolino! Lì non ho avuto pazienza e ho sgridato la signora: 'Signora, tanti bambini hanno fame, e lei con il cagnolino!'".

Parole che hanno fatto infuriare le associazioni di animalisti che hanno deciso di esprimere il loro dissenso pubblicamente. Walter Caporale, presidente della onlus Animalisti italiani onlus, ad esempio, ci ha tenuto a dire di non essere "affatto d'accordo sulla considerazione relativa alla relazione uomo-animale, una relazione altrettanto complessa e ricca d'amore, pari a quella tra genitori e figli". Ancora più duro il comunicato dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA sostenendo che "Francesco non si smentisce mai nel contrapporre i bambini agli animali domestici".

I precedenti

In effetti, non è la prima volta che Francesco utilizza l'esempio dell'eccessivo amore per i cani in contrapposizione all'inverno demografico. Non solo: la storiella della signora redarguita per la richiesta di benedire il cane nella borsa è molto simile ad un altro episodio che aveva raccontato nell'udienza ai membri Forum delle Associazioni familiari lo scorso dicembre, che pochi giorni prima il suo segretario passando per piazza San Pietro aveva visto una signora un passeggino. "Voleva guardare i bambini… e c’era dentro un cagnolino!", aveva detto Bergoglio, definendo questa scena un simbolo e facendo un appello a fare figli.

Prima ancora, parlando a braccio in un'udienza generale di gennaio 2022, aveva detto che "cani e gatti occupano il posto dei figli" perchè "tante coppie non vogliono" fare figli "ma hanno due cani, due gatti". Più di recente, in un'udienza alle suore canossiane, il Papa aveva definito questa tendenza delle coppie a preferire gli animali domestici ai figli un "affetto programmato". Questa è una ferrea convinzione di Francesco che ciclicamente, quando affronta il tema della bassa natalità, ripete l'esempio della preferenza per cani e gatti.

Non è un punto su cui si è focalizzato negli ultimi anni. Nel 2018, nel discorso che tenne a braccio in un'altra udienza coi membri del Forum delle associazioni familiari dopo aver messo da parte quello preparato giudicato "troppo freddo", raccontò della volta in cui aveva incontrato "due sposi da dieci anni, senza figli poi ho saputo che non li volevano, ma avevano tre cani e due gatti". Ma già nel 2014, nell'omelia della Messa celebrata a Santa Marta, aveva criticato i matrimoni senza figli dicendo sarcasticamente: "Ma forse è meglio, è più comodo avere un cagnolino, due gatti e l'amore va ai due gatti e al cagnolino".

Figli e conigli

Se la contrapposizione tra figli e cani in fatto di natalità gli è valsa le critiche di associazioni ed animalisti vari, paradossalmente proprio una dichiarazione di senso opposto ha provocato polemiche tra i cattolici.

Il riferimento è a quanto disse Francesco sul volo di ritorno dalle Filippine nel 2015. Anche in quel caso, il Papa raccontò di un rimprovero che aveva fatto ad una madre "perché era incinta dell’ottavo dopo sette cesarei". E poi aggiunse: "Alcuni credono che, scusatemi la parola, per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, no? No. Paternità responsabile". Una frase che causò più di un imbarazzo e che non a caso oggi non compare nel resoconto di quella conferenza stampa aerea sul sito ufficiale della Santa Sede.

La benedizione degli animali

L'episodio raccontato venerdì all'Auditorium con il rimprovero alla signora che aveva chiesto di benedire il cagnolino ha introdotto anche il dibattito sull'opportunità o meno della benedizione degli animali domestici. Bisogna ricordare che è una suggestiva tradizione la benedizione degli animali in piazza San Pietro il 17 gennaio, giorno in cui si celebra la memoria liturgica di Sant'Antonio abate che è anche patrono dei quadrupedi.

Il "no" di Bergoglio alla signora con il cagnolino nella borsa ha preso il sopravvento nella narrazione sull'intervento del Papa all'edizione degli Stati Generali della Natalità. Non è una sorpresa, però, perché - come abbiamo visto - quella di tirare le orecchie a chi tratta cani e gatti come fossero figli è una costante nei discorsi sulla natalità fatti in questi quasi undici anni da Francesco.

D'altra parte, è vero che quel 13 marzo 2013 in Cappella Sistina, il gesuita Jorge Mario Bergoglio scelse di chiamarsi col nome del Santo di Assisi, ma è anche vero che lo fece come omaggio ai poveri e non agli animali.

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