Dal Medio Oriente ha tuonato contro il fondamentalismo religioso e contro il fanatismo che miete sempre più vittime, soprattutto tra i cristiani. Papa Leone XIV nel suo secondo giorno di visita in Turchia, ha raggiunto a bordo di un elicottero gli scavi archeologici di Iznik dove sorgeva l'antica basilica di San Neofito. Insieme al Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo e ad altri rappresentanti delle confessioni cristiane, una preghiera comune per celebrare il diciassettesimo centenario del Primo Concilio
di Nicea, dal quale è emerso un fondamento unitario per la fede cristiana. Nel suo discorso il Pontefice ha detto che va «respinto con forza l'uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, come ogni forma di fondamentalismo. Mentre le vie da seguire», ha proseguito Prevost, «sono quelle dell'incontro fraterno, del dialogo e della collaborazione. Ad esser minacciata oggi è la dignità dell'essere umano, ha voluto ribadire Leone, parlando di un tempo «per molti aspetti drammatico», facendo suo l'appello alla riconciliazione che proviene dell'umanità ferita da conflitti e violenze». «Secoli di
inimicizie e scontri hanno portato anche a un radicalismo islamico che a volte nasce dal timore che l'altro possa
essere un nemico», spiega a Il Giornale monsignor Massimiliano Palinuro, Vicario Apostolico di Istanbul, «dobbiamo lavorare, stiamo lavorando molto per abbattere i muri del pregiudizio che la storia ha edificato tra noi».