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Mancano i sacerdoti, il vescovo affida le parrocchie a donne e laici

La diocesi di Verona è stata costretta a correre ai ripari: "Mettere mano a un Cristianesimo all'altezza dei tempi che viviamo"

Mancano i sacerdoti, il vescovo affida le parrocchie a donne e laici
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Il calo evidente delle vocazioni registrato negli ultimi anni sta iniziando a presentare il conto: a essere in affanno sono in primis le parrocchie, per gestire le quali la diocesi di Verona ha deciso di aprirsi per la prima volta anche ai laici e alle donne.

Punto focale la riunione dell'assemblea diocesana che si è svolta lo scorsa 16 maggio presso il Palariso di Isola della Scala, durante la quale si è discusso il delicato tema del futuro della Chiesa. Dinanzi al consesso è stato il vescovo Domenico Pompili a spiegare che è giunto ormai il momento "di coltivare, possibilmente tutti insieme, il desiderio di mettere cuore e mano a un Cristianesimo possibile all’altezza dei tempi che viviamo".

"Le parrocchie valorizzano la presenza delle donne nelle nostre comunità", è stato affermato nel corso dell'assemblea. "Nella parrocchie senza la presenza di un presbitero, la vita della comunità viene affidata a una guida pastorale. Questo compito può essere affidato anche a laici e laiche". Ovviamente non si tratterà di ministri ordinati, per cui sulle loro spalle non potranno gravare quei compiti che rimarranno assegnati solo a figure religiose, come ad esempio la celebrazione delle messe o i sacramenti

Queste figure laiche, uomini e donne, potranno fungere da guide spirituali, in grado di offrire il loro supporto ai fedeli, il che consentirà ai sacerdoti ordinati di svolgere le proprie mansioni esclusive dividendosi tra più parrocchie come già accade per la riduzione del numero di presbiteri anche in altre diocesi: l'obiettivo è dunque quello di non abbandonare chi ha bisogno di supporto.

Monsignor Ezio Falavegna, professore di teologia pastorale, ha precisato all'Ansa che "non c'entra il dibattito sul sacerdozio femminile, che riguarda la Chiesa universale, non certo quella di Verona. Si tratta di riconoscere ruoli di peso, anche a donne, nel governo della Chiesa". La diocesi di Verona, nella quale si contano 380 parrocchie con 600 preti, un numero in calo nelle previsioni a breve-medio termine, ha approvato l'iniziativa col 70% dei consensi. Il vescovo di Verona ha spiegato che si tratta solo dell'inizio di un percorso tutto nuovo, e che le decisioni prese saranno figlie di un ascolto "che si interpreta con competenza e si traduce in scelte condivise".

La posizione della diocesi veronese non è una novità assoluta. La gestione della parrocchia romana di San Stanislao ha ruotato per anni attorno a un nucleo familiare composto dal diacono e dalla sua famiglia: da gennaio 2026 è entrato in carica un nuovo sacerdote, ma, come capita sempre più spesso anche altrove, deve dividersi con la vicina parrocchia di San Policarpo.

Nell'Alto Adige sono almeno 500 i laici e le laiche in servizio per condurre le liturgie pubbliche, inclusi i funerali, soprattutto nella zona delle valli dove c'è maggiore necessità: tutte persone che hanno ricevuto adeguata formazione e che talvolta ricoprono incarichi più specifici come distribuire l'eucarestia. Un supporto più che necessario, dal momento che nelle aree più delicate, come i paesini di montagna, la messa non può essere celebrata ogni settimana: ecco perché è stata soppiantata dalla "Liturgia della Parola", affidabile anche a un laico

id="docs-internal-guid-e33f941f-7fff-9c9c-92f9-0de81b0f832f">Stesso discorso per Torino, dove la penuria di presbiteri ha costretto a creare dei corsi per formare laici in grado di svolgere mansioni tradizionalmente affidate ai sacerdoti.

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