Vernazzola non vuole la spiaggia «Porterà solo chitarre e spinelli»

Cera una volta l'antico borgo di Vernazzola. Il passato è d'obbligo, perché oggi, quel caratteristico angolo di mare è stato distrutto. La bella favola si è trasformata in un incubo per gli abitanti della zona, che in poco più di un mese si sono visti versare, sotto le finestre, ben 9500 metri cubi di ghiaia. Ma non è tutto. In poco tempo è stato costruito ex novo un molo verso levante, oltre a quello già presente ed ingombrante a ponente del golfo. «Il risultato è sotto gli occhi di tutti - accusa Nicolò Reggio, presidente del comitato borgo storico di Vernazzola -, oggi ci ritroviamo con una spiaggia di ghiaia abnorme e diversi pennelli che chiudono l'ansa. Quando gli enti locali vogliono fare dei lavori, perché hanno tutto l'interesse di portarli avanti, chissà per quale strano motivo, a loro, è consentito andare contro i vincoli paesaggistici. Noi, comuni cittadini, al contrario, se vogliamo cambiare il colore di una ringhiera del poggiolo, dobbiamo avere l'approvazione dell'ufficio estetica del Comune. Da parecchie settimane, purtroppo, siamo diventati gli attoniti testimoni del danno ambientale che è stato fatto prima, con il tombamento dei fondali di scogli che rompevano il mare davanti a Vernazzola, e poi con la discarica di quasi dieci mila metri cubi di ghiaia».
I residenti non sono stati informati dalle autorità competenti dell'inizio dei lavori, e meno che mai dell'intenzione di trasformare il caratteristico borgo in un'immensa distesa di pietrisco. «Lo sperpero del denaro pubblico viene fatto in questo modo e non per cose che servono davvero - lamentano i residenti -. I soldi spesi per questi interventi potevano essere investiti per la riqualificazione del depuratore che versa in condizioni disastrose».
Il fatto più allarmante è che il borgo di Vernazzola è sottoposto a vincolo paesaggistico ed è equiparato a centro storico. «Neppure Boccadasse ha queste peculiarità - continua Reggio -. Dopo poche settimane sentiamo già chiaramente il cambiamento del microclima nell'intera zona per il calore che emana la distesa di ghiaia, senza contare il danno per la perdita del polmone verde di villa Parodi alle spalle del borgo».
Il consigliere comunale del Pdl Giuseppe Murolo, ha presentato a tal proposito un'interpellanza alla Giunta di Palazzo Tursi. «La magistratura è ora che indaghi su questo disastro ambientale - dice -. Il borgo storico di Vernazzola è stato distrutto e ora mancano “due chitarre e uno spinello” e che la movida si sposti in quel piccolo spicchio di spiaggia per completare il triste quadro. Questa è la Genova che vuole la sinistra». Il timore dei residenti di Vernazzola è anche legato al traffico, che rischia di aumentare, congestionando le piccole vie che portano al mare. «Le strette strade Chighizola e Argonauti - spiegano gli abitanti - sono l'unica via d'accesso alle nostre abitazioni e non hanno sbocco. Siamo già rimasti bloccati da moto o auto messe per traverso e pensiamo preoccupati all'eventuale necessità dei mezzi di soccorso che non riuscirebbero ad intervenire».
La favola dell'antico borgo di Vernazzola sembrerebbe quindi non avere un lieto fine, ma il rischio è che possa mostrare risvolti anche peggiori. «Ci auguriamo - aggiunge Reggio - che non arrivino nuove concessioni per posti barca o per piccoli locali dai quali salirebbe chiasso e rumore. Abbiamo scritto a Regione, Comune e Provincia, all'Arpal, all'Asl ed è in corso un'indagine da parte della Capitaneria di Porto, perché oltre allo scempio ambientale, è assurdo che sia stata creata una spiaggia proprio al fianco di un cartello in cui si legge a chiare lettere che in quel tratto di mare vige il divieto di balneazione».
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