(...) quotidiana, ben avrebbe potuto realizzare quel rinnovamento, quella evoluzione senza rivoluzione di cui il Teatro ha, a detta di molti di noi, bisogno. Genova avrebbe «rubato» uno dei giocatori migliori della squadra del Sindaco Moratti, scomettendo su un cavallo vincente e in piena corsa.
Ma, senza preconcetti, ho apprezzato il solido curriculum di Orazi, la sua esposizione sobria, ferma ed esperta. Le sue esperienze varie e sempre di lungo percorso.
Serenamente avrei rinunciato a sostenere il mio candidato ideale pur di far confluire il mio voto su un candidato che, forse senza fughe in avanti, avrebbe però garantito una vittoria sul medio periodo.
Non mi permetto di esprimere alcun parere professionale sul neo sovrintendente.
Né sulle ragioni che hanno portato il resto del Consiglio a formarsi un parere sicuro e compatto espresso poi nel voto che ha determinato la maggioranza necessaria alla nomina.
Penso che Genova, non solo il Carlo Felice, abbia perso un'occasione importante.
E il Carlo Felice per Genova, se non sarà motore, sarà zavorra implacabile.
Ho votato «no» anche alla nomina del dottor Fossati a direttore del personale.
Ho avuto un'impressione eccellente del dottor Fossati.
Credo, però, forse interpretando male lo Statuto e le leggi relative alle Fondazioni Liriche, che non sia compito del Consiglio di Amministrazione nominare questa figura ma, eventualmente, sia compito del Sovrintendente.
Sovrintendente che, accanto ad una figura dalle deleghe così ampie, benché formalmente a lui sottoposta, non avendo compiuto in prima persona la scelta, rischierebbe di apparire «dimezzato» o «sotto tutela».
*consigliere di amministrazione Carlo Felice