Dopo il successo parigino, lesposizione giunge ampliata e modificata in Italia nella prestigiosa sede della Reggia di Venaria ed è accompagnata da eventi e attività collaterali: una rassegna di spettacoli di lanterna magica realizzati dai più rinomati «lanternisti», proiezioni e workshop organizzati dal Museo nazionale del cinema e dal Dams dellUniversità di Torino sul cinema davanguardia e sperimentale, un omaggio al cinema danimazione italiano contemporaneo, con particolare riferimento alla tecnica della pittura diretta su pellicola. La mostra è suddivisa in 10 sezioni (la prima è dedicata alla tradizione della lanterna magica in casa Bracci Testasecca). Lo spettacolo continua con le scene di vita quotidiana. Nata in Olanda nel 1659 e diffusa dagli ambulanti, la lanterna magica presenta storie di vita quotidiana, le voci della città e della campagna, drammi e commedie domestici, ma anche gli ultimi eventi politici e sociali. Sullo schermo scenette di vita quotidiana dipinte posa dopo posa da Émile Reynaud, pioniere del film dipinto. Ci sono poi i viaggi. A partire dal 1664, la lanterna si diffonde nel mondo. Presto i vetri cominciano a mostrare città straniere, Paesi esotici. Lapparecchio permette così di viaggiare, anche nello spazio, grazie alle vedute dipinte e animate. Nel secolo dei Lumi laccolgono i gabinetti di fisica e le aule con il suo insegnamento ipnotico. NellOttocento la lanterna si afferma come macchina in grado di «istruire divertendo e divertire istruendo».
Arti e spettacoli, scenografi teatrali, coreografi, maghi, cabarettisti, registi se ne appropriano. Non mancano nella sua storia e nella mostra i momenti piccanti delle prime immagini erotiche. Lastrazione ottocentesca, la religione e lesoterismo.Un viaggio alle radici dei film di oggi
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