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Viaggio dentro il corpo con la realtà aumentata

Strumento e visori per capire come si ammala il colon e quali cibi nutrono i batteri buoni

Viaggio dentro il corpo con la realtà aumentata
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Un viaggio nel corpo. Per capire cosa succede quando mangiamo male e, al contrario, come si modifica la nostra salute cambiando menù. È un potere "nelle nostre mani" per davvero. Soprattutto quando a dover stare bene è l'intestino, l'organo che ospitiamo nella pancia e che occupa, rannicchiato, dai 5 ai 7 chilometri di tessuto. Ieri, in Regione, è stato presentato il progetto "Colon VR-Prevention Lab. Oltre lo schermo, dentro la vita" ideato da Sied, Osservatorio Metropolitano, con il sostegno di Fondazione Bambini Nel Cuore. Usando uno strumento di realtà aumentata, con indosso speciali visori, si entra nel colon. La tecnologia offre visioni diverse in base alle età, un adulto assiste alla formazione dei polipi e al tempo utile perchè questi diventino neoplasie maligne. Un bambino può imparare cosa mettere nel carrello della spesa per arrivare a mangiare bene. Carrello verde per i nutrienti che fanno crescere i batteri buoni, rosso per quelli che nutrono i germi cattivi e giallo per quelli consentiti talvolta. Il progetto è messo a disposizione delle istituzioni perchè possano usarlo nelle loro iniziative di prevenzione. L'occasione per presentarlo è stato l'appuntamento annuale della European Society of Gastrointestinal Endoscopy assieme alla volontà di sensibilizzare alla prevenzione del tumore al colon-retto, tra i tumori con il più alto tasso di mortalità, in Italia si registrano oltre 20mila nuovi decessi all'anno con un tasso altissimo vicino al 50% e con un incremento anche nei giovani. Il presidente della Società di Endoscopia Gastrointestinale, Giuseppe Galloro, ha sottolineato l'importanza di coinvolgere giovani dai 15 ai 18 anni "perchè gli studi ci dicono che in questa fascia di età si fanno le prime scelte consapevoli e si abbattono i falsi miti. Un giovane consapevole amplifica le buone abitudini in famiglia".

Il tumore al colon è una delle neoplasie che meglio risponde alla politica degli screening con una riduzione dei nuovi casi tra il 21 e il 33% e della mortalità di circa il 35% all'anno. "La prevenzione attuata con gli stili di vita è in grado di modificare i fattori di rischio". Il potere "nelle nostre mani" sta nello scegliere cosa mangiare, quanto sport o attività fisica fare, cosa evitare, dal fumo all'alcool alla sedentarietà.

Poi c'è lo screening offerto dalle regioni ogni due anni agli over 50. "Promuovere la prevenzione significa investire concretamente nel futuro delle nuove generazioni e questa esperienza immersiva aiuta a creare consapevolezza" ha detto l'assessore alla Famiglia Elena Lucchini.

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