Villa Castagnola, piccolo paradiso sul lago: benessere e buona cucina per farsi un regalo

A Lugano una manciata di minuti dividono il centro da uno dei quartieri più chic, dove si trova il soggiorno della meta; di fronte il monte San Salvatore e non lontano la casa dove visse lo scrittore Hermann Hesse. Eccola dopo avere per un po’ costeggiato il lago. È Villa Castagnola. Basterebbe dire grand hotel a cinque stelle o vederla dall’esterno. Ma la visita chiarisce fino in fondo e arriva a dettare una conclusione. Trascorrere del tempo qui è come farsi/fare un bel regalo all’insegna del bello, del relax e della cucina d’autore.
Elegante e luminoso l’edificio: si entra in un parco con piante tropicali che solo questo varrebbe un tour naturalistico. Una novantina di camere, ventidue Suites e Junior Suites dotate di tutti confort; ogni ambiente ha diverso arredamento e designer. Un posto frequentato dal turismo di tutto il mondo che piace tanto ai politici, ai manager e ai personaggi dello spettacolo. Ci è venuta Michelle Hunzicher, ci si può imbattere in Kofi Annan, c’è qualcuno che ricorda la cantante Mina. «Le origini? Risalgono al 1860, la villa venne commissionata da nobili russi; poi da Lucerna arrivò una coppia di una delle più antiche famiglie svizzere, gli Schnyder non Wartensee, che fecero diventare la struttura un albergo». Che oggi è in mano a una famiglia ticinese.
A far da cicerone è il vicedirettore Edy, tanto dolce e raffinata quanto impeccabile: «Le nostre sale sono armonia ed eleganza», attacca. Oggetti d’arte personalizzano gli ambienti: «Dai Gobelins d’Aubusson del XVII secolo nel salone del camino, ai maestri dell’Ottocento italiano nella sala Bridge, fino ai grandi fiamminghi nella sala delle colonne». All’ora di pranzo sosta all’Arté, governato con una filosofia già in voga da anni a New York e a Londra: ristorante a tema in una galleria; all’interno quadri e sculture. «Siamo noti per l’alto livello gastronomico - dicono -. I nostri chef prendono spunti dalla cucina ticinese. L’Arté propone ricercati piatti a base di pesce (Relais ha ricevuto 14 punti dalla Guida Gault Millau, protagonista lo chef René Nagy)». Il tour prosegue e s’arriva al giardino d’inverno. Il «salone delle palme» è decorato con arazzi del Rajastan e con porte afgane del XIX secolo; qui la struttura dedicata ai meeting con otto sale con la vista sul parco.
Nel pomeriggio c’è anche lo spazio per una visita al centro benessere (area fitness, bio sauna, calidario, bagno turco e solarium) qualche tuffo nella piscina coperta e un bagno di sole. Curiosità: ai margini della ricercata area verde una minuscola cappella con affreschi del XVII secolo; ideale per un matrimonio intimo (info: +41(0)919732555 - www.villacastagnola.com).

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