Villa "meravilla" fa volare la Spagna del RealBarça, ora alleanza anti Ronaldo

Il neoacquisto blaugrana diventa il cannoniere mondiale delle Furie rosse. Passa anche il Cile in 10: troverà il Brasile

Tutti a mani in alto negli ultimi cinque minuti. C’è rimasto male solo David Villa, uno che pensa al gol ogni secondo, un tipo made in Inzaghi. Spagna e Cile hanno deposto armi e volontà quando si sono convinte che il risultato stava bene a tutti: Spagna vincente e prima in classifica (per la miglior differenza reti) e Cile sul filo del rischio ma qualificato. E così dice il pallone che ha premiato le due squadre più meritevoli del girone. Ora saranno problemi per i cileni (Brasile) e un derby tutto iberico per le Furie contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Ovvero Real e Barcellona per una volta unite per far le scarpe alla scarpa d’oro di Madrid. Il mondiale non finisce di divertirsi e divertire.
Otto giocatori su undici divisi tra Real e Barcelona, ma il numero uno della compagnia, l’hombre «maravilla», arriverà solo quest’anno a far coppia con Lionel Messi. David Villa, se ancora ce ne fosse bisogno, ha fatto sapere a Ibrahimovic: fatti più in là. Lo ha detto con un gol che il portiere gli ha regalato, ma lui ha impreziosito progettando una parabola da trequarti campo che entrerà nelle docufootball, che non sono mai fiction: sesto gol mondiale, nessun altro spagnolo ha segnato tanto. Sì, vero, sei reti non sono proprio da libro del guinness. Ma visto che in Sudafrica le sue reti sono già tre, c’è il caso che David Maravilla lasci una bella impronta nel libro della storia e delle storie.
Villa è stato il giustiziere della notte di una squadra che si era attirata la simpatia di mezzo mondo: il Cile ha regalato calcio godibile, firma inconfondibile di Marcelo Bielsa, soprannominato el loco (il pazzo), ma ce ne fossero di pazzi come lui nel pallone. Lo ha dimostrato all’inizio della ripresa, quando ha preso due stelle della squadra (Gonzalez, un’occasione buttata, e Valdivia fantasmino) e le ha lasciate fuori per cattivo rendimento. E Rodrigo Millar, appena entrato, lo ha subito soddisfatto andando a concludere in stile maradoniano: pallonetto da fuori area, deviazione di Piquè e rete del 2-1 che ha restituito animo e anima al Cile, fra l’altro appiedato dalla doppia ammonizione di Estrada, cacciato per un fallo non commesso .
Il Cile ha divertito. La Spagna è stata più cinica che furia, ha fatto gioco ma si è dovuta sudare tutto, ma proprio tutto. Quando ha cercato di tirare il fiato se n’è pentita. Ha alternato sprazzi da campione d’Europa ad altri da regina affannata, soprattutto in alcuni momenti difensivi. Il centrocampo del Barcellona (Xavi, Iniesta, Busquets) ha riscoperto che il vero maestro d’orchestra è Xavi Alonso (Real Madrid). Però il più terribile percussore di difese avversarie continua ad essere l’inafferrabile Andres Iniesta che, con un destro chirurgico, ha pensato di chiudere il risultato con il 2-0 del primo tempo.
Ma se la Spagna è composta da Furie, il Cile è stata una squadra di diavoli e diavoletti mai battuti. Buon per la partita che ne ha goduto, pur se la differenza di valore fra le due squadre è stata chiara: una destinata a giocarsi un posto d’onore in questo mondiale, l’altra nel ruolo di squadra simpatia che sa picchiare (Ponce non è raccomandabile), ma se la gioca con le sue moschine infastidenti: Beausejour, cognome che è tutto un programma e papà haitiano, ieri sera ne è stato la miglior dimostrazione.
Spagna che oggi si aggrappa alla vena distruttiva di David Villa, ma continua a cercare il fiuto e la forma del suo bomber d’oro, ovvero Fernando Torres. Per ora notizie poche e nemmeno troppo confortanti: Torres si è mangiato due occasioni da gol e, nel secondo tempo, ha lasciato posto a Fabregas. Un mondiale si gioca sulla forza delle difese, ma serve l’immediatezza realizzativa degli uomini d’attacco. Il Barcellona ha dimostrato vulnerabilità proprio nei due match con l’Inter ed in quello più lontano con il Chelsea: davanti a gran difese si è perso. Guarda caso, le Furie con la Svizzera superdifensiva hanno fatto una brutta fine. Dunque, occhio alla prossima.

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