Violenza in Kirghizistan: 41 morti

Decine persone sono rimaste uccise e 5000 ferite negli scontri di a Osh, nel Kirghizistan meridionale. Paura per un conflitto etnico, il governo provvisorio kirghiso ha dichiarato lo stato di emergenza

Violenza in Kirghizistan: 41 morti

Bishkek - Almeno 41 persone sono rimaste uccise e 500 ferite negli scontri a Osh, nel Kirghizistan meridionale, sollevando timori per un conflitto etnico e spingendo il governo provvisorio kirghiso a dichiarare lo stato di emergenza. Il ministro della salute Svetlana Baitikova ha confermato il numero delle vittime degli scontri, avvenuti tra centinaia di giovani, armati di spranghe, che hanno incendiato auto e negozi. La maggior parte delle vittime è stata uccisa da colpi di pistola. Il governo provvisorio, guidato da Roza Otunbayeva, ha descritto gli scontri come un "conflitto locale", forse seguito a una lite in un casinò. Osh è la base di potere dell’ex presidente kirghiso Kurmanbek Bakiyev, deposto ad aprile dopo una rivolta popolare nel paese centroasiatico. Si teme pertanto che la violenza di oggi possa dare il via a scontri etnici in quella che rimane un’area instabile.

Situazione tesa Il ministero dell’Interno ha detto di aver fermato cinque persone, ma che la situazione è ancora "tesa" a Osh. Alcuni testimoni Reuters hanno detto che si sentono degli spari al centro città, mentre alcuni negozi sono ancora avvolti dalle fiamme vicino agli uffici del sindaco e dei gruppi di giovani con bastoni e molotov si aggirano per le vie. Il governo provvisorio ha già mandato truppe e mezzi blindati per placare la violenza, dichiarando lo stato di emergenza a Osh e nelle tre regioni adiacenti. "I colpevoli saranno arrestati e ritenuti responsabili di fronte alla legge", ha detto la Otunbayeva in un comunicato. La regione meridionale del Kirghizistan era stata teatro il 13 maggio di una rivolta dei sostenitori del presidente deposto Bakiyev, che avevano occupato gli edifici governativi in sfida al governo centrale di Bishkek. Le tensioni politiche tra il sud agricolo e il nord del paese si fondano su rivalità etniche e di clan, e hanno lasciato il paese in equilibrio precario dalla rivolta del 7 aprile che ha deposto Bakiyev, oggi in esilio in Bielorussia, portando al governo la Otunbayeva, che ha detto che indirà le elezioni nel 2011.

Appello dell'Onu Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha lanciato un appello alla calma e al dialogo. "Tutte le parti devono dimostrare la massima moderazione per evitare la perdita di altre vite". Ban "ribadisce la necessità di rispettare lo stato di diritto e di risolvere i problemi in maniera pacifica attraverso il dialogo"Ed esorta "il governo provvisorio a prestare particolare attenzione alle relazioni tra le etnie, adottando misure per assicurare la coesistenza pacifica di tutti i cittadini del Kirghizistan".

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