Longevità come costruzione quotidiana del benessere. La scienza spiega che molte malattie croniche premature sono legate a stili di vita da correggere, con oltre 11 milioni di morti l'anno associate a cattive abitudini alimentari e circa il 30% dei decessi cardiovascolari collegato alla dieta. A questo si aggiunge l'impatto dei fattori di rischio ambientale e l'inquinamento atmosferico, che riduce l'aspettativa di vita di oltre 2 anni e il peso economico di tutto questo si valuta in oltre 47 mila miliardi di dollari entro il 2030.
Per spiegare come invertire la tendenza si danno appuntamento a Milano alcuni degli studiosi più esperti del settore per il Longevity Summit, che si è aperto ieri e proseguirà fino al 23 maggio alla Fiera Milano City. In questa terza edizione viene presentato un nuovo concept e format: One Health, una prospettiva integrata che unisce il benessere umano, la salute e lo sviluppo della società, in una visione sempre più centrata sulla qualità della vita e sulla prevenzione. Dopo il successo delle prime due edizioni, il Summit coinvolge enti di ricerca, imprese e istituzioni, con oltre 80 Longevity Labs aperti al pubblico e più di 8 mila partecipanti.
In questi giorni viene presentata, dunque, una delle piattaforme di riferimento nel dibattito internazionale sulla longevità, con studiosi provenienti da tutto il mondo, come Francesco
Landi del Policlinico A. Gemelli di Roma, la fondatrice di Dorian Therapeutics Maddalena Adorno, il pioniere della medicina anti-aging Filippo Ongaro e Gianni Baratto (nella foto), vicepresidente ricerca e sviluppo Unifarco.