MilanoInvasati. Gli aspiranti terroristi che gravitavano fra Milano e la Brianza. Fanatici del Jihad, avevano in testa solo Osama Bin Laden. Eppure hanno provato a mettersi in carico ai servizi sociali comunali, e intanto pregavano per la recessione mondiale. Il Comune è quello di Giussano, dove Abdelkader Ghafir - 42 anni arrestato martedì dalla Digos di Milano - abita con la moglie e i due figli. Sì, è proprio così. Secondo le accuse si stava preparando a spargere il sangue degli «infedeli» con attentati contro caserme dei carabinieri e dellesercito, ristoranti, centri commerciali e addirittura contro il Duomo. Eppure piangeva miseria. Viveva in una modesta ma dignitosa palazzina a tre piani, e non pagava neppure le spese condominiali. Il padrone di casa era pronto a farlo sbattere in strada dallufficiale giudiziario. Ma è arrivata in soccorso lamministrazione comunale: «Gli abbiamo concesso un contributo di 200 euro per saldare le bollette del gas e della luce», conferma il sindaco Franco Riva. Progetta stragi, «coccola» esplosivi e poi eccolo ad allungare il cappello davanti allassessore che si occupa delle famiglie in difficoltà. «In ogni caso aggiunge Riva, che guida di una maggioranza un po anomala che guarda a sinistra qui non ha mai dato problemi. Certo adesso che abbiamo appreso la notizia siamo davvero preoccupati. Chi ha il potere per farlo, deve infliggergli una pena esemplare e radicale». «Se escono sinfervora - non devono tornare a casa, ma vanno espulsi immediatamente. Io a Giussano non li voglio più vedere. Altrimenti sapete come va a finire? Che li dobbiamo mantenere».
Chiedevano soldi, e speravano nella recessione. In una conversazione intercettata il 30 settembre i due marocchini auspicano laggravamento della crisi economica americana. Abdelkader esulta: «Il mondo intero e lEuropa compresa, la loro economia è caduta». Laltro incredulo: «Davvero?».
Voleva far saltare in aria Milano Era mantenuto dai servizi sociali
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