Wind aumenta il fatturato ma il debito pesa sull’utile

Crescono i ricavi, ma scende l’utile di Wind a causa del rimborso del debito e dell’emissione di un nuovo bond. Nel 2009 la società guidata da Luigi Gubitosi ha fatturato 5,7 miliardi di euro, in crescita del 4,7% rispetto al 2008. L’utile del gruppo però è sceso a 308 milioni rispetto ai 385 milioni dell’anno precedente a causa di maggiori imposte e interessi passivi, aumentati di 117 milioni rispetto al 2008. I conti, insomma, sarebbero buoni, ma a causa delle necessità finanziarie della controllante Weather Investment, che fa capo al finanziere egiziano Naguib Sawiris, Wind si ritrova non solo con risultati meno brillanti del previsto, ma anche con un indebitamento aumentato di oltre 2 miliardi di euro rispetto al 2009. Il debito della società, infatti, è ora pari a 8,5 miliardi rispetto ai 6 del 2008. La causa è stata la recente emissione di un bond high yield da 2,7 miliardi a uso e consumo delle controllanti. I proventi dell’emissione sono stati infatti distribuiti come dividendi a queste società che li hanno utilizzati per ripagare debiti. In particolare, per il prestito Pik per circa 2 miliardi di euro della controllante Wahf, a sua volta controllata da Weather. In compenso, in un contesto non facile per le società di tlc, Wind è riuscita ad aumentare i ricavi da telefonia mobile del 2,9% a 3,6 miliardi, trainati principalmente dalla forte crescita del traffico Internet ma anche di quello «voce». Mentre per telefonia fissa e Internet si arriva a un fatturato di 1,7 miliardi, in crescita del 10,1% rispetto al 2008, risultato che include l’impatto derivante dall’acquisizione del provider M-link.
La forte generazione di cassa ha permesso alla società di rimborsare in anticipo la quota di debito in scadenza a giugno 2011 per 336 milioni di euro. Sono cresciuti, comunque, anche gli investimenti. Nel 2009 sono stati pari a 915 milioni, in crescita del 15% rispetto al 2008, impiegati nel potenziamento della copertura a banda larga (Hsdpa) per l’Internet mobile e nel miglioramento e ampliamento delle infrastrutture di accesso per la telefonia fissa. In aumento pure i clienti con un churn rate, ossia tasso di abbandono, che è, secondo la società, tra i più bassi del settore. Quelli del mobile sono cresciuti del 9% a 18,4 milioni. Per il fisso voce sono invece 2,8 milioni (+8,5%), mentre gli utenti a banda larga sono 1,64 milioni (+21%).

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