Lelenco è lungo da qui a lì e non lascia spazio alle obiezioni. Ai cantanti, cioè a chi può valutare meglio i concorrenti di «X Factor», lo show piace. Daccordo, anche Daria Bignardi (che dice di seguirlo con piacere) e Ambra confessano di guardare le puntate, ma sono i diretti interessati, cioè gli artisti che con la voce creano e lavorano, lo zoccolo duro dei fans. Garanzia di qualità. E ce nè per tutti gusti. Nelle scorse settimane è stato persino Renzo Arbore a commentare positivamente il desiderio di Raidue di incoronare un nuovo talento del pop e anche ieri Enrico Ruggeri ha detto in sostanza che «con la grave crisi delle case discografiche, ben vengano iniziative come questa». Perché questo è il punto: parzialmente oscurata dalla crisi economica la capacità delle major di ricercare e investire su nuove promesse (come è stato fatto per trentanni, altrimenti ci saremmo scordati, per dire, artisti come Battiato o Vasco Rossi), ora tocca alla televisione farsi in parte carico di quel ruolo. In Gran Bretagna, dove «X Factor» è in palinsesto da alcuni anni, è stata scoperta Leona Lewis, che in questo momento negli Stati Uniti si combatte il numero uno in classifica addirittura con Madonna.
E così per forza lamericana Liza Minnelli riconosce che «è un modo per lanciare nuovi cantanti»: lei conosce bene quali siano le difficoltà dellambiente. Ed è per questo, forse, che anche Renato Zero ha promosso a pieni voti lo show, lui di solito così riservato in fatto di tivù: la bontà di «X Factor» è proprio quella, a pensarci bene.Da Zero alla Minnelli, le star promuovono lo show
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