La polizia scientifica conferma: il tunisino ha sparato al poliziotto italiano con la stessa arma usata per uccidere il camionista polacco
La polizia scientifica conferma: il tunisino ha sparato al poliziotto italiano con la stessa arma usata per uccidere il camionista polacco
Spunta l'ipotesi di una rete di appoggio dell'attentatore di Berlino in una frazione di Aprilia, in provincia di Latina, dove Amri soggiornò alcuni mesi nel 2015. Sequestrati due cellulari e documenti in arabo durante le perquisizioni di due appartamenti da parte della Digos
Tra febbraio e novembre del 2016 le autorità federali della Germania e quelle dei Laender si sono occupate almeno sette volte dell'attentatore di Berlino, Anis Amri, e almeno due volte in seno al Centro comune di difesa dal terrorismo (Gtaz) si è discusso del se Amri avesse un piano di attacco concreto, ma entrambe le volte questa ipotesi è stata considerata improbabile
Secondo quanto emerge dai dati contenuti nel cellulare di Amri, l'attentatore avrebbe inviato messaggi e foto ad altri islamisti a Berlino e nel bacino della Ruhr pochi minuti prima di compiere l'attentato
Salgono le misure per la difesa delle città per Capodanno dopo la morte di Amri. L'Aeronautica mobilita due caccia
I servizi tedeschi cercavano l'attentatore di Berlino da almeno sette mesi. La cellula in cui operava è stata decapitata a novembre. Ma il tunisino ha colpito lo stesso
Il killer di Berlino ripreso in stazione Centrale. Il Viminale: "Ora temiamo la vendetta dell'Isis". Schierati i super poliziotti
Il Coisp, sindacato di polizia, risponde all'ex consigliere di Rifondazione che attaccava i due poliziotti di Sesto San Giovanni "augurandogli" la morte
Un ex consigliere di sinistra a Marzabotto pubblica un post contro gli agenti che hanno ucciso il terrorista Anis Amri