Joaquin "el Chapo" Guzman

Per Joaquín “El Chapo” Guzmán è l’inizio della fine. La sua estradizione negli Stati Uniti – compiuta con un tempismo che ha dell’incredibile il giorno prima dell’insediamento di Trump – segna la fine della sua carriera di grande boss del narcotraffico internazionale. L’ex leader del cartello di Sinaloa è sempre stato un personaggio costantemente in bilico tra mito e realtà come il suo predecessore, il colombiano Pablo Escobar

Paolo Manzo
Il "regalo" del Messico a Trump Consegnato El Chapo Guzman

Le autorità confermano le indiscrezioni, identificate le vittime del raid a Puerto Villarta: con il rapimento del figlio s'è aperta la lotta per detronizzare il re dei narcos che attende l'estradizione negli Usa

Giovanni Vasso
Messico, rapito il figlio di "El Chapo"

Dopo la multa di 1,9 miliardi di dollari pagata nel 2012 per avere riciclato 881 milioni di dollari dei cartelli della droga messicani, ora i famigliari di vittime Usa del cartello di Sinaloa fanno causa alla banca, che considerano co-responsabile della loro morte

Paolo Manzo
Hsbc nei guai negli Usa per avere "lavato" i soldi del "Chapo"

Era questa 55enne a trasformare i miliardi sporchi della coca in soldi 'puliti' e spendibili senza problemi dal boss di Sinaloa. S'interfacciava direttamente con il figlio di Guzman, per questo il suo arresto è importante e gli Stati Uniti la vogliono estradata al più presto

Paolo Manzo
Catturata in Messico "la Padrona", il bancomat del "Chapo"

Il boss messicano si sarebbe operato per correggere una disfunzione erettile. Nel suo covo testosterone iniettabile, siringhe e antidolorifici. Non solo: anche il libro di Roberto Saviano sulla cocaina

Gabriele Bertocchi
El Chapo si fece operare al pene
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