Grillo non perdona e chiede le dimissioni di Rosa Capuozzo. Che ribatte con un video: "Mai pensato alle dimissioni"
Grillo non perdona e chiede le dimissioni di Rosa Capuozzo. Che ribatte con un video: "Mai pensato alle dimissioni"
Nelle carte dell'inchiesta a Quarto, le intercettazioni dei camorristi: "Hanno vinto, ora rispettino gli impegni"
Dall'inchiesta sul boss emerge l'irrequietezza espressa da alcuni affiliati sull'attuale gestione del potere criminale in Sicilia
La ricostruzione di un delitto, quello di Salvatore Lombardo, che sembrava destinato a rimanere un caso irrisolto ma la cui svolta è arrivata dalle indagini condotte dagli agenti dello Sco e dai carabinieri del Ros nell'ambito delle ricerche del super latitante Matteo Messina Denaro.Secondo quanto scoperto dagli investigatori, Salvatore Lombardo sarebbe ucciso perché sospettato di aver rubato un camion di merce destinata al supermercato Despar di Domenico Scimonelli, considerato membro della famiglia mafiosa di Partanna e elemento fondamentale nella catena di comunicazione che permette a Messina Denaro di dirigere, seppur latitante, l'attività di Cosa Nostra. Scimonelli è stato arrestato il 3 agosto nell'ambito dell'operazione Ermes.
L’ex capo dello Stato aveva chiesto con una lettera di non testimoniare, ricordando che aveva già parlato al processo sulla trattativa Stato mafia
"Se c’è l’accordo gli cafuddiamo (diamo, ndr) una botta in testa". I boss intercettati preparavano un attentato contro Alfano. Lo accusano di essersi dimenticato di loro: "Chi l’ha portato qua con i voti degli amici?"
Un ex agente dei Servizi segreti: "L’Italia riesce a proteggersi dagli attacchi terroristici in soli due modi: l’elaborazione precisa dei ‘segnali deboli’ che permette intercettazioni mirate e interventi preventivi, e con la mafia"
Decine di persone sono scese in strada nel quartiere per salutare e rendere omaggio al boss Salvatore Profeta, circondato dalla polizia che lo stava arrestando
La richiesta di costituzione è stata avanzata anche da dieci rifugiati politici, da tre profughi, da 37 nomadi di Tor de Cenci costretti forzosamente al trasferimento presso il campo di Castel Romano
Dopo anni di angherie, 36 imprenditori hanno denunciato il sistema del racket mafioso che li costringeva a versare ingenti somme di denaro ogni mese