Prima del successo, Emma Stone ha trascorso un'infanzia e un'adolescenza in preda agli attacchi di panico: terapia e recitazione sono state per lei la chiave.
Thomas Edison fu molto sfortunato negli studi: sordo e incompreso dagli insegnanti, perse presto interesse e si dedicò alle invenzioni.
Da bambino Sylvester Stallone soffrì di rachitismo e balbuzie. Ma alla fine è diventato un'icona del cinema tutto muscoli.
Non fu facile l'infanzia per Steven Spielberg: emarginato, dislessico, solo e "diverso", dovette trovare la forza per non essere "lo scemo del villaggio".
Prima della Apple, Steve Jobs è stato un "ragazzo ribelle", dislessico e abbandonato dai genitori alla nascita: nessuno voleva quello "scemo del villaggio".
Dislessico, incapace di leggere l'ora e bullizzato dai compagni di scuola, Mika da bambino era "come un pesce su un albero".
Maria Montessori, genio di un metodo educativo noto in tutto il mondo, era l'ultima della classe e il padre voleva che diventasse casalinga.
La protagonista di tante commedie, immortale nel suo ruolo in "Friends" si trovò a fare i conti con l'autostima: come Jennifer Aniston è diventata tanto amata.
Non riusciva a scrivere e neppure a leggere, ma Agatha Christie diventò la più celebre autrice di gialli della storia della letteratura.
Da giovane la chiamavano Pata de Palo, "Gamba di Legno", per via della sua disabilità. Eppure, con la sua pittura, Frida Khalo ha dimostrato di non essere seconda a nessuno.