Frida Kahlo - Lo scemo del villaggio

Da giovane la chiamavano Pata de Palo, "Gamba di Legno", per via della sua disabilità. Eppure, con la sua pittura, Frida Khalo ha dimostrato di non essere seconda a nessuno

Frida Kahlo - Lo scemo del villaggio

Se per almeno un attimo della vostra vita vi siete sentiti sfigati, sappiate che a farvi compagnia, a un livello di sicuro più alto, c’è Frida Kahlo. La vita con lei non è stata per nulla gentile e malgrado tutto ha reagito con coraggio e determinazione, senza pudore, mostrando le sue disabilità e imperfezioni, facendoli diventare veri punti di forza.

Nasce a Coyoacàn, vicino a Città del Messico nel 1907. Ha appena sei anni quando scopre di avere la poliomielite che la tiene prigioniera a letto per nove mesi. Il suo corpo subisce un cambiamento visibile, una delle due gambe diventa molto magra. Facile immaginare come gli amici la deridano, difatti la chiamano Pata de Palo, "Gamba di legno". Immaginate come si sia sentita una bambina di soli sette anni. Ma è solo l’inizio, perché a diciotto anni ha un incidente stradale mentre va a scuola a bordo di un pullman - un tram lo travolge in pieno, schiacciandolo contro un muro - e Frida riporta moltissime fratture alla colonna vertebrale. Ben trentadue le operazioni subite, oltre a tanti anni in cui è rimasta bloccata a letto.

Adesso non so voi, ma io non capisco dove abbia trovato la forza per andare avanti. Anzi, lo so. Nella pittura. Riceve in regalo dai genitori, colori, pennelli e uno specchio, che fissa al soffitto, esattamente sopra il letto a baldacchino, così da potersi guardare. Inizia così ad autoritrarsi con una tecnica tutta sua, personale, un codice riconducibile solo a lei. A scovarne il talento è uno dei più importanti artisti rivoluzionari del Messico, Diego Rivera, con il quale nasce un amore potente. Un uomo particolarmente grosso, pesa 150 kg, l’opposto di Frida con un corpicino piccolo e debole. Tutti li chiamano "L'elefante e la colomba".

“Ho subito due gravi incidenti nella mia vita: il primo quando un tram mi ha travolto e il secondo Diego Rivera”.

Effettivamente i due si amano, si odiano, si tradiscono… quello che oggi potremmo definire una dipendenza malata. Tra i tanti amori di Frida c’è il poeta André Breton che la porta a Parigi dove viene consolidata in Europa come una pittrice surrealista. Chiaramente Frida, essendo uno spirito libero, non si definisce tale e non ama essere etichettata.

Il 13 luglio 1954 muore all’età di 47 anni per embolia polmonare. Anche in questo caso, abbiamo conosciuto quella "particolare scema del villaggio" diventata genio del mondo.

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