"Giovanni Paolo II coniò lo slogan “dall’Unione di Lublino all’Unione Europea”, rappresentazione plastica di quel “ritorno all’Europa” che la Polonia seppe realizzare nel percorso che accompagnò l’ingresso a pieno titolo nelle istituzioni comunitarie. Sosteneva quel processo la convinzione che il “ritorno in Europa” esprimesse il carattere pieno dell’identità polacca dopo il lungo viaggio attraverso il dominio comunista sovietico e le sofferenze e la lotta del popolo polacco per riunirsi al destino degli altri popoli europei. I diritti della persona calpestati dal regime comunista trovavano così la loro casa. Nell’ormai lontano 2004 l’adesione all’Unione Europea della Polonia e degli altri Paesi dell’Europa centro-orientale ha portato al completamento di una prima tappa della storica unificazione del nostro continente. Un circolo virtuoso tra riforme, crescita e prospettive d’adesione che ha funzionato. Oggi, nuovamente, la prospettiva europea è preziosa per gli Stati a noi vicini, che trovano nell’ingresso nella UE motivo di speranza e forza per reclamare giustizia, diritti, pace, e per allargare il cerchio dei Paesi che testimoniano la loro adesione ai valori dei diritti delle persone e dei popoli. È con la consapevolezza del potere evocativo e trasformativo della prospettiva europea che è stata assunta la storica decisione di concedere lo status di candidati a Kyiv e Chişinău, i cui popoli devono sapere che l’Europa non li lascerà soli ad affrontare le sfide che hanno davanti", le parole di Mattarella all'università di Cracovia. / Quirinale
(Alexander Jakhnagiev)
Agenzia Vista